«Videogame» per riparare il sistema nervoso

«Videogame» per riparare
il sistema nervoso

Neuroriabilitazione. La finalità di queste tecnologie è di far lavorare insieme muscolo e area cognitiva.

La paralisi cerebrale infantile è un disturbo di tipo neurologico e rappresenta l’esito di una lesione del sistema nervoso centrale con una perdita, più o meno estesa, di tessuto cerebrale. Le manifestazioni della lesione sono caratterizzate prevalentemente da un’alterazione delle funzioni motorie, condizionando la tonicità muscolare, la postura, la padronanza dei muscoli scheletrici e la percezione dello spazio di un bambino.

L’evento lesivo può aver avuto origine in epoca prenatale, perinatale o postnatale, ma in ogni caso entro i primi tre anni di vita del bambino. Il disturbo è definito come persistente, in quanto la lesione a carico del cervello non può rigenerarsi, ma la patologia non tende al peggioramento in quanto la lesione rimane sempre la stessa.

Il dr. Michelangelo Bartolo, responsabile dell’Unità Operativa di Riabilitazione di Habilita Zingonia, spiega che «i sintomi della paralisi cerebrale infantile sono molto vari e ogni paziente rappresenta un caso a sé stante, mutano nel corso del tempo, ma possono beneficiare di un trattamento di tipo riabilitativo. Si tratta di un progetto riabilitativo altamente individualizzato perché la paralisi cerebrale infantile comprende diverse situazioni, alcune molto lievi, altre di gravità intermedia, altre gravissime, per questo motivo Habilita propone un percorso specifico per ogni paziente, studiato da diverse figure professionali che collaborano tra di loro per ottenere il miglior risultato possibile».

Nel 2015 Habilita ha creato una sezione strutturale specifica dedicata esclusivamente all’età evolutiva, con ambienti e percorsi che non si sovrappongono a quelli dei pazienti adulti. Nella sede di Zingonia la neuroriabilitazione in età evolutiva è costituita da un’area dedicata a bambini e ragazzi colpiti da gravi lesioni neurologiche, come, ad esempio, la paralisi cerebrale infantile, che determina un disturbo del movimento. La neuroriabilitazione in età evolutiva è realizzata attraverso interventi specifici finalizzati a tenere in considerazione le caratteristiche complesse e univoche del soggetto, con una stretta connessione tra gli interventi mirati all’aspetto funzionale e quelli orientati alla sfera psicosociale. Habilita, infatti, mette a disposizione dei suoi pazienti un’equipe multidisciplinare, formata da neuropsichiatri infantili, fisiatri, neurologi, ortopedici, oculisti, oltre a fisioterapisti, logopedisti, psicologi e tecnici della neurofisiopatologia e della neuropsicomotricità. Attraverso la complicità di questi professionisti specializzati è possibile creare percorsi personalizzati per ogni paziente e studiati per la sua patologia.

Oggi la casa di cura ha a disposizione palestre tematiche per bambini, con una robotica all’avanguardia dedicata di valore assoluto, come il Lokomat, un esoscheletro che permette di simulare la camminata, tarando il livello di carico del paziente. In questo modo il bambino può esercitarsi progressivamente nel cammino su un tapis roulant, rimanendo sollevato e quindi senza l’aggravio del peso. Questa attività è integrata dalla realtà virtuale, che consiste nel mostrare ambienti che stimolano il paziente a muoversi come in un gioco. Un’altra apparecchiatura è l’Armeo, un braccio robotizzato per la riabilitazione degli arti superiori; anche in questo caso ci sono dei «serious games», ossia video giochi con una componente ludica che incentivano il paziente.

La finalità di queste tecnologie è di far lavorare insieme muscolo e area cognitiva per ottenere migliori risultati e la valenza degli esercizi è tanto più forte più sono vicini alla vita quotidiane e, ancor di più, se si passa attraverso il gioco. Con questi macchinari di ultima generazione Habilita permette una riabilitazione migliore, che si affianca a quella più tradizionale, grazie soprattutto anche all’equipe multidisciplinare, che sono gruppi di lavoro studiati e messi a disposizione proprio del paziente.


© RIPRODUZIONE RISERVATA