Mercoledì 04 Maggio 2011

Scarlatta made in Val Gandino
Ecco la camicia garibaldina 2011

Scarlatto made in Val Gandino: ecco la camicia garibaldina «edizione 2011» che sarà presentata giovedì 5 maggio a Gandino. Il progetto ha unito una ventina di industriali e artigiani della Valle per riprodurre in tiratura limitata e numerata di 150 pezzi le divise scarlatte dei Mille.

Il primo capo realizzato sarà consegnato al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: «La camicia realizzata quest'anno - conferma Filippo Servalli, assessore alla cultura di Gandino - unisce l'antica arte tessile all'innovazione. Il pannolana è stato riprodotto su un campione del 1861 ed è stato tessuto, tinto e rifinito secondo tradizione». La camicia, ridisegnata dallo stilista Angelo Reggiani, ha anche aspetti di alta tecnologia: «Il ricamo celebrativo comprende un filato che attraverso un lettore consente di verificare l'autenticità del manufatto. Ad alta tecnologia anche il QR Code stampato sull'etichetta interna del capo: consente di scoprire con i moderni cellulari le fasi legate alla produzione di queste camicie».

Particolare anche il packaging curato da Arte Grafica Saini di Gandino: un bauletto personalizzato con, in evidenza, la citazione di un canto risorgimentale: «Più passa il tempo, più mi sei cara, camicia rossa, camicia rara». Nel corredo c'è anche una busta con ceralacca, affrancata grazie a Poste Italiane con il francobollo ufficiale emesso quest'anno e annullato il 5 maggio con l'annullo filatelico dello sportello di Gandino.

Con l'arrivo della nuova camicia anche una mostra sui due gandinesi che, la storia narra, morirono con garibaldi. L'esposizione verrà inaugurata proprio giovedì 5 maggio alle 20.30 nel Salone della Valle a Gandino, dove è esposta una ricca raccolta documentaria organizzata da un'apposita commissione coordinata dallo storico Iko Colombi. «Le ricerche d'archivio – conferma Colombi – hanno confermato aspetti sorprendenti, confermando innanzitutto che due gandinesi , Luigi Andreani e Lorenzo Ruggeri, perirono nelle battaglie campane del 1860. In Municipo esiste da tempo un elenco di “garibaldini gandinesi” e memoria di un “Monumento cartaceo”, una sorta di enorme pergamena che ora risulta dispersa. L'ipotesi di alcuni era però che quegli elenchi fossero stati redatti a posteriori e vi fossero finiti anche combattenti fittizi, che volevano garantirsi la pensione dopo l'Unità d'Italia. Ma le prove rintracciate negli archivi parrocchiali – sottolinea Colombi - sono inconfutabili: Luigi Andreani morì nella battaglia di Caiazzo vicino a Caserta il 21 settembre 1860, mentre Lorenzo Ruggerì perì per le ferite riportate in battaglia all'Ospitale Garibaldino di Napoli il 27 ottobre 1860, all'indomani dello storico incontro fra Garibaldi e Re Vittorio Emanuele II». La mostra resterà aperta sino al prossimo 2 giugno, festa della Repubblica, da martedì a venerdì 9-12.30 e 14-18.30, lunedì e sabato 9-12.30.

Giambattista Gherardi

fa.tinaglia

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