Elegantissime Parodi e Bilello
Tiziana Fausti giudica i primi look

Cristalli, perline, paillettes e strass. L'importante era illuminare la prima puntata del Festival di Sanremo. E la bergamasca Tiziana Fausti l'ha guardato con noi, con una sua classifica personale sulle meglio e peggio vestite.

Cristalli, perline, paillettes e strass. L'importante era illuminare la prima puntata del Festival di Sanremo. «Non che ci fossero molte altre possibilità: la sera, il lungo resta al top e le lavorazioni dei tessuti fanno la differenza». La bergamasca Tiziana Fausti, imprenditrice nella moda, non ha peli sulla lingua nel raccontare la prima serata, con una sua classifica personale delle meglio e peggio vestite, e con tanto di consigli a Flavia Pennetto e a Chiara Galiazzo.

«Si sono visti tanti lungi, molto nero, quando si è scivolato nel rosso e nel rosa siamo andati alla deriva» sorride. Ma partiamo dalla padrona di casa, Luciana Litizzetto, che sì ha puntato su decorazioni e cristalli, ma ha dato un taglio alle sottane: «Molto nel suo personaggio, tra l'ironico e l'irriverente, la trasformazione da lungo a corto del primo abito è stata brillante» commenta la Fausti. Poi la scelta è andata sul corto, in tema di «spending review» come ha detto la stessa «Lucianina»: «Ha fatto delle scelte molto affini al suo personaggio, la gonna a ruota nei toni del verde del terzo abito ha rappresentato la sua giusta dimensione» continua la bergamasca che però critica «il cattivo gusto nel togliersi le scarpe a fine puntata», apprezzando invece la scelta degli stilisti: «Da Gabriele Colangelo a Gianluca Capannolo, emergenti italiani, preferenze giuste per i tempi, con fiducia nel periodo e nel nuovo».

Promosso anche Fabio Fazio in Costume National («Cravatta sottile, modello asciutto, stile essenziale e rigoroso molto vicino al personaggio»), bene anche Marco Mengoni che ha inaugurato il Festival della Canzone «in questo blu aperto che anche Dior ha fatto sfilare – continua Tiziana Fausti -. Bene anche il dettaglio del fazzoletto a scacchini nel taschino». E se Ilaria D'Amico non è stata «niente di folgorante» (la Fausti le assegna un «discreto»), sulla più elegante l'imprenditrice non ha dubbi: «Cristina Parodi, che con la sua allure ha fatto la differenza: senz'altro la più bella – spiega -. Più difficile invece la mise della sorella Benedetta: la scelta del color carne è sempre molto ardita».

Con Cristina Parodi, bene anche l'attrice Valeria Bilello: «In bianco con profili neri, molto chanelliana e di gran classe con quel tocco rosso sulle labbra». A seguire gli scivoloni: «L'abito corto rosso e silver di Simona Molinari: se voleva choccare c'è riuscita, ma in modo devastante». E poi ci si è messa anche Maria Nazionale: «Chiassosa, a lei la palma del cattivo gusto». Un consiglio invece a Flavia Pennetta: «Scolli e abiti lunghi non si addicono a sportive con il suo fisico. Come l'avrei vestita? Un elegante smoking nero, tacco alto, giacca importante». Infine la rivelazione del Festival, Chiara Galiazzo: «Canzoni e voce strepitosa, ma vestita e pettinata male – commenta -. L'effetto scenico la rendeva poco curata, tra quei pizzi e il corpetto asimmetrico». Infine una nota sulla scenografia: «Ma i fiori dov'erano? Togliere elementi identificativi tradizionali in una manifestazione come Sanremo la considero una scelta poco azzeccata. E' stato come togliere un po' di storia. Quel palco poteva essere di qualsiasi manifestazione». Ma Tiziana Fausti ne è certa: «Ci rifaremo con Carlà».

Fabiana Tinaglia

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