Il Bergamo Film Meeting scalda i motori Locandina, nuova sede e  anticipazioni

Il Bergamo Film Meeting scalda i motori
Locandina, nuova sede e anticipazioni

Nuova locandina dedicata a Jean-Pierre Léaud e nuovo quartier generale che sarà ospitato all’Ubi City di Piazza Vittorio Veneto aperto al pubblico dal 9 al 17 marzo, dalle 9.00 alle 20.30. Per quanto riguarda il programma ci sarà, in anteprima nazionale, la personale completa del regista, animatore, pittore, cartonista e performer polacco Mariusz Wilczyński.

La sezione si aggiunge al già annunciato omaggio dedicato a Jean-Pierre Léaud, attore simbolo della Nouvelle Vague francese, icona e alter ego di François Truffaut e interprete privilegiato del cinema europeo d’autore a partire dalla fine degli anni ‘50; al progetto Pasolini e le Mille e una notte., composto da una mostra fotografica, una tavola rotonda e la proiezione di tre film di uno dei più grandi intellettuali italiani del Novecento; all’approfondimento sulle contaminazioni tra cinema e arte contemporanea che vedrà protagonisti gli artisti svedesi Nathalie Djurberg e Hans Berg.

Bergamo Film Meeting inaugurerà ufficialmente la sua 37a edizione venerdì 8 marzo, presso l’Ex-Chiesa di Sant’Agostino alle ore 20.30, con la sonorizzazione live di Metropolis, capolavoro di Fritz Lang in versione restaurata, che sarà eseguita dal dj statunitense Jeff Mills. Il Festival, come di consueto, darà spazio alle ultime tendenze e agli autori emergenti nel campo della fiction e del documentario attraverso la Mostra Concorso e Visti da Vicino. Sostenuto anche per la prossima edizione dall’Unione Europea attraverso il sottoprogramma MEDIA di Europa Creativa, Bergamo Film Meeting privilegerà il cinema del nostro continente, con una proposta di oltre 150 film per 9 giorni di programmazione. Alle proiezioni in sala si affiancheranno gli incontri con gli autori, gli eventi speciali, i percorsi formativi rivolti alle scuole e agli spettatori under 18, insieme a un vivace contorno di proposte tra arte, musica e fumetti, realizzate grazie al network di collaborazioni con le numerose realtà culturali territoriali e non solo.

LA RETROSPETTIVA 2019: JEAN-PIERRE LÉAUD
Quando si parla di Jean-Pierre Léaud il pensiero va subito a François Truffaut, che nel 1958 lo ha scelto, ancora quattordicenne, per interpretare il giovane Antoine Doinel ne Les quatre cents coups (I 400 colpi, 1959). Il sodalizio tra i due dura vent’anni: sette film per seguire la crescita di un attore e, in parte, del personaggio di Doinel. Vent’anni che vedono il fiorire della Nouvelle Vague. Léaud lavora anche con Jean-Luc Godard, come assistente ma anche come attore, interprete principale in Masculin, féminin (Il maschio e la femmina, 1966) e La chinoise (La cinese, 1967). Nel 1968 partecipa alla contestazione del Festival di Cannes quando sempre Godard apre gli Stati Generali del cinema francese, un avvenimento che guadagna i favori di gran parte degli autori e di alcuni membri della giuria. Léaud incarna un modo di essere attore che esprime anticonformismi e inquietudini generazionali: alcuni suoi gesti, come il ripetuto passarsi le mani nei capelli, l’indecisione nei trasporti affettivi, l’andatura nevrotica, un’immaturità mai superata, un’instabilità emotiva appartengono alla storia di un periodo che ha cambiato la cultura e i comportamenti ed eroso per sempre poderosi contrafforti ideologici.

Ma Léaud non è solo Nouvelle Vague francese. Nel 1967 è protagonista di Le départ (Il vergine), del regista polacco Jerzy Skolimowski, rappresentante di spicco della scuola di Łódź. Nel 1969 è protagonista dell’episodio di Julien in Porcile di Pier Paolo Pasolini. Nel 1971 è Colin nel film fiume – 760 minuti - Out 1, di Jacques Rivette, rappresentante di spicco della fucina dei Cahiers du Cinéma, anche lui coinvolto, seppure trasversalmente, nella Nouvelle Vague.

Nel 1978 si chiude con L’amour en fuite (L’amore fugge) il ciclo di Antoine Doinel: è un film che contiene citazioni dagli altri film della serie e da altri girati sempre con Truffaut, La nuit américaine (Effetto notte, 1973) e Les deux Anglaises et le continent (Le due inglesi, 1971). È anche l’ultimo film con il regista che lo aveva plasmato: una somma di situazioni autobiografiche che appartengono tanto al creatore che al suo personaggio; l’addio definitivo a un ruolo di cui forse Léaud non si è mai completamente liberato.

La carriera dell’attore francese, che negli stessi anni lo ha visto partecipe di film “memorabili” come Ultimo tango a Parigi (1973) di Bernardo Bertolucci e La maman et la putain (1973) di Jean Eustache, continua fino ai nostri giorni. A testimonianza della sua esperienza artistica, importanti registi come Aki Kaurismäki, Olivier Assayas, Tsai Ming-liang lo chiamano a interpretare alcuni tra i loro film più belli, rispettivamente I Hired a Contract Killer (Ho affittato un killer, 1990), Irma Vep (1996), Ni na bian ji dian (Che ora è laggiù?, 2001). Come in passato, Léaud riversa nei nuovi personaggi fragilità, debolezza, meschinità, con quel fare ancora da adolescente che trapela nel suo corpo appesantito dall’età. Del 2016 è La mort de Louis XIV di Albert Serra; una prova d’attore straordinaria, capace di vestire con intensità e senso drammatico i panni impegnativi di un grande protagonista della storia di Francia. Jean-Pierre Léaud sarà ospite del Festival. La retrospettiva sarà composta da 17 film.

CINEMA D’ANIMAZIONE: MARIUSZ WILCZYŃSKI
Nato a Łódź, Polonia, il 29 aprile 1964, Wilczyński è considerato uno degli animatori più influenti nel panorama cinematografico d’animazione: ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui il Golden Hugo come Miglior Film d’Animazione al Chicago International Film Festival nel 2005 per il film Niestety (Unfortunately, 2004) e Miglior Film d’Animazione all’European Independent Film Festival di Parigi con Wśród nocnej ciszy (In the Stillness of the Night, 2000). Nel 2007 il MoMA gli ha dedicato una retrospettiva all’interno della quale ha presentato la prima mondiale del suo cortometraggio Kizi Mizi. I suoi film sono stati presentati ai festival di tutto il mondo: Ankara Film Festival, Seoul International Cartoon and Animation Festival, Annecy International Animation Film Festival per citarne alcuni. Laureato all’Academy of Fine Arts di Łódź, ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Animazione presso la Leon Schiller State University of Film, Television and Theatre di Łódź nel 2010.

Dal 1998 dirige cortometraggi di animazione seguendo uno stile e un’idea di Arte per cui sia fondamentale abolire ogni tipo di paura esprimendo la propria visione del mondo liberandola da limitazioni, obblighi e convenzioni. Bergamo Film Meeting presenterà tutti gli 11 lavori dell’artista tra i quali Allegro ma non troppo (1998), From the Green Hill (1999) e Smierć na 5 (Death to Five, 2002). Attualmente sta lavorando a lungometraggio, Kill It And Leave This Town, che verrà presentato nel 2019 dopo un’intensa preparazione durata circa dodici anni. Mariusz Wilczyński sarà presente a Bergamo Film Meeting dal 9 al 12 marzo. La personale è realizzata in collaborazione con l’Istituto Polacco di Roma.

PASOLINI E LE MILLE E UNA NOTTE
In occasione della 37a edizione di Bergamo Film Meeting sarà presentato il progetto Pasolini e le Mille e una notte. Al poeta, scrittore e regista, considerato uno dei più grandi intellettuali italiani del Novecento, il Festival dedicherà una mostra fotografica, che prende il titolo dal progetto, una tavola rotonda e la proiezione di tre film: Il fiore delle Mille e una notte (1974), Le mura di Sana’a (1971) e Appunti per un film sull’India (1968).

La mostra Pasolini e le Mille e una notte, in programma presso l’Ex-Chiesa della Maddalena dal 9 al 17 marzo, vede la trasformazione dell’ambiente espositivo in un luogo in cui, grazie ad un coinvolgente allestimento, convivono fotografia, immagine in movimento e manifesti. Le fotografie, realizzate da Roberto Villa nel 1972 sul set de Il fiore delle Mille e una notte, ritraggono alcuni dei momenti più salienti di lavorazione del film e indagano i volti e i corpi della popolazione iraniana e dello Yemen; due schermi introdurranno il visitatore nell’universo etnologico del cinema pasoliniano attraverso Le mura di Sana’a e Appunti per un film sull’India; e infine una rassegna di manifesti d’epoca per avvicinarsi al linguaggio extra-filmico con i grandi cartellonisti del cinema italiano.

INFO
Bergamo, 9 - 17 marzo 2019 | Ex-Chiesa della Maddalena - Via Sant’Alessandro, 39d
Orari: lun. - ven. 15.30 - 19.30 | sab. - dom. 11.00 - 19.30 | Ingresso libero
Inaugurazione: sabato 9 marzo, ore 18.30. Sarà presente il fotografo Roberto Villa.
La mostra, curata da Roberto Villa e dall’Associazione Culturale Hommelette, è organizzata da Bergamo Film Meeting, con il patrocinio del Centro Studi Pier Paolo Pasolini Casarsa della Delizia.

INCONTRI: CINEMA E ARTE CONTEMPORANEA | NATHALIE DJURBERG E HANS BERG
La sezione dedicata alle contaminazioni tra cinema e arte contemporanea permetterà di conoscere da vicino il lavoro di Nathalie Djurberg e Hans Berg, duo svedese Leone d’Argento alla Biennale di Venezia del 2009. La mostra Nathalie Djurberg e Hans Berg. Rites of Passagge, promossa dal Comune di Bergamo e realizzata da Bergamo Film Meeting, The Blank e Lab 80 film, porterà negli spazi della cinquecentesca Porta Sant’Agostino i mondi fantastici dei due artisti.

Il percorso espositivo, curato da Stefano Raimondi e Claudia Santeroni, si sviluppa attorno a una grande proiezione e allo stesso tempo mostra la ricerca scultorea portata avanti dagli artisti in cui le opere Sunrise e Sunset pongono l’accento sul fluire del tempo e sul dinamismo della giornata attraverso lo spazio, giocando con il significato storico della Porta Sant’Agostino, luogo di passaggio e di transito chiamato a scandire i momenti della giornata attraverso le dinamiche di apertura e chiusura del portone.

Nathalie Djurberg e Hans Berg incontreranno il pubblico del Festival sabato 9 marzo alle ore 15.30 presso il Cinema San Marco. Durante l’appuntamento si potranno ammirare una selezione di opere video e ascoltare, attraverso le parole dei protagonisti, le principali implicazioni legate al loro lavoro.

INFO
Bergamo, 9 - 31 marzo 2019 | Sala alla Porta Sant’Agostino - Via della Fara
Dal 9 al 17 marzo: lun. - ven. 15.30 - 19.30 | sab. - dom. 11.00 - 19.30 | Ingresso libero
Dal 18 al 31 marzo: chiuso il lunedì e il martedì; orari e ingresso invariati
Inaugurazione: venerdì 8 marzo, ore 18.30 alla presenza degli artisti.
Nathalie Djurberg e Hans Berg incontreranno il pubblico sabato 9 marzo, alle ore 15.30, presso il Cinema San Marco (Piazzale della Repubblica, 2).
La mostra è promossa dal Comune di Bergamo ed è realizzata da Bergamo Film Meeting, The Blank e Lab 80 film. In collaborazione con Galleria Giò Marconi (Milano) e con il contributo di Dielle Ceramiche Spa.

CINEMIX: JEFF MILLS PLAYS METROPOLIS
Jeff Mills, nato a Detroit nel giugno del 1963, dj e produttore discografico statunitense attivo fin dagli anni ‘80 , è da ritenersi uno dei padri fondatori della musica elettronica. Famoso per la sua continua e incessante ricerca musicale, che lo ha portato a spaziare dall’industrial all’ambient attraverso set eccezionali e a condividere il palco con orchestre sinfoniche, nella sua carriera si è esibito in luoghi prestigiosi quali il Museo del Louvre a Parigi e la Royal Albert Hall di Londra.

Un artista dalle mille sfaccettature che, spinto dal grande amore per il cinema, intraprende la strada dei Cinemix - performance dove musica e cinema si fondono - e a partire dal 2000 realizza il progetto più memorabile della propria carriera: la creazione di una nuova colonna sonora per Metropolis, il film capolavoro di Fritz Lang del 1926. Il progetto, per cui l’artista concepisce dapprima solo una parte della partitura, prosegue dopo il restauro del 2010 della fondazione Friedrich-Wilhelm-Murnau e della Deutsche Kinemathek, che fa seguito al ritrovamento in Argentina di 25 minuti di pellicola ritenuti perduti. Nel 2017 Jeff Mills presenta in anteprima mondiale la sonorizzazione completa di Metropolis per la UFA di Berlino (Universum-Film Aktien Gesellschaft). L’appuntamento a Bergamo è la prima data italiana.

INFO
Bergamo, venerdì 8 marzo, ore 20.30 | Ex-Chiesa di Sant’Agostino – P.le Sant’Agostino
Prevendita disponibile sul circuito Vivaticket: https://goo.gl/HD6cGQ
In collaborazione con Comune di Bergamo, Università degli Studi di Bergamo e Suono 1981. La realizzazione di parte dell’evento è coperta dalla raccolta del 5x1000 2016 donato all’Associazione Bergamo Film Meeting Onlus.

I PREMI DI BERGAMO FILM MEETING
MOSTRA CONCORSO
Come sempre riservata ai nuovi autori, la competizione internazionale presenta 7 lungometraggi, inediti in Italia, che si caratterizzano per l’originalità linguistica e narrativa con cui affrontano i temi della contemporaneità. I lungometraggi selezionati concorreranno al Premio Bergamo Film Meeting, assegnato ai tre migliori film della sezione sulla base delle preferenze espresse dal pubblico. Al film vincitore andrà il Premio Bergamo Film Meeting - Ubi Banca del valore di 5.000 euro, istituito come sostegno rivolto alle produzioni che investono nei giovani autori, nel cinema indipendente e di qualità.

VISTI DA VICINO
Corti, medi e lunghi: produzioni indipendenti provenienti dal panorama internazionale, tutti inediti in Italia. Film documentari nei quali lo sguardo curioso e attento del regista si addentra senza remore nel vivo della realtà, dimostrandosi capace di cogliere e sintetizzare il visibile e l’invisibile, di raccontare un tema, un luogo, un personaggio “da vicino”, con intensità e partecipazione. Due i premi che verranno attribuiti: il Premio Miglior Documentario CGIL Bergamo – Sezione Visti da Vicino, del valore di 2.000 euro, sarà assegnato in base alle preferenze espresse dal pubblico, come riconoscimento alle produzioni cinematografiche indipendenti; e il Premio della Giuria CGIL, del valore di 1.000 euro, riservato al film che meglio affronta i temi legati al mondo del lavoro, verrà attribuito dai delegati sindacali di CGIL Bergamo al regista del miglior film in concorso.

… E ANCORA
Nelle prossime settimane il programma del Festival riserverà altre grandi sorprese che si aggiungeranno alle proposte già annunciate: la sezione KINO CLUB con la sua selezione di cortometraggi di animazione di recente produzione provenienti da tutto il mondo, il “best of” del festival catalano Animac di Lleida e la sonorizzazione dal vivo a opera del M° Gerardo Chimini viaggio nella genesi del cinema d’animazione, attraverso i capolavori di Georges Méliès e Segundo de Chomón; BERGAMO FILM MEETING INAUGURA BERGAMO JAZZ, l’immancabile passaggio di testimone fra i due festival, fissato per il pomeriggio di domenica 19 marzo, con la proiezione di Alfie (1966) di Lewis Gilbert, musiche di Sonny Rollins e la sonorizzazione di Le Voyage Imaginaire (1925), commedia fantastica di René Clair, musicata dal vivo da un originale trio fiatistico allestito appositamente dal sassofonista Roger Rota e composto dai sassofonisti e clarinettisti Marco Colonna e Francesco Chiapperini; infine BFM DAILY STRIP con Alessandro Baronciani, Loputyn, Squaz e SerT che attraverso le loro strisce quotidiane racconteranno attraverso i fumetti la propria avventura durante BFM2019.


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