Gasmann e Foglietta portano a teatro la vita «vera» di Alda Merini

Gasmann e Foglietta portano a teatro
la vita «vera» di Alda Merini

Anna Foglietta in «La pazza della porta accanto» con la regia di Alessandro Gassmann, da martedì 31 gennaio a domenica 5 febbraio 2017 al Teatro Donizetti per la stagione di Prosa.

Anna Foglietta, attrice ben conosciuta sia dal pubblico teatrale che del piccolo e grande schermo, è l’interprete principale de La pazza della porta accanto, quarto titolo della “Stagione di Prosa 2016/2017”, in programma al Teatro Donizetti da martedì 31 gennaio a domenica 5 febbraio (ore 20,30; domenica 5 febbraio ore 15,30).

La pazza della porta accanto Anna Foglietta

La pazza della porta accanto Anna Foglietta
(Foto by Rossetti Foto)

Atto unico scritto dal giornalista e scrittore Claudio Fava, con la regia di Alessandro Gassmann, La pazza della porta accanto vuole essere un omaggio ad Alda Merini, figura di donna dalla straordinaria parabola artistica e umana, ma è altresì una denuncia civile contro i trattamenti subiti da chi, proprio come la stesa Merini, ha conosciuto la discesa agli inferi nei manicomi prima della Riforma Basaglia del 1978.

Sul palcoscenico Anna Foglietta è affiancata da un nutrito cast di attori che annovera Angelo Tosto, Alessandra Costanzo, Sabrina Knaflitz, Liborio Natali, Olga Rossi, Cecilia Di Giuli, Stefania Ugomari Di Blas, Giorgia Boscarino, Gaia Lo Vecchio. L’ideazione scenica è dello stesso Alessandro Gassmann, in collaborazione con Alessandro Chiti. Costumi di Mariano Tufano. Musiche originali di Pivio e Aldo De Scalzi. Disegno luci di Marco Palmieri. Videografie di Marco Schiavoni. Produzione Teatro Stabile di Catania e Teatro Stabile dell’Umbria. Durata 1 ora e 20 minuti senza intervallo.

La pazza della porta accanto Anna Foglietta

La pazza della porta accanto Anna Foglietta
(Foto by Rossetti Foto)

Dopo essersi avvicinato alle problematiche della follia con Qualcuno volò sul nido del cuculo di Dale Wassernan, vibrante atto accusa contro le pratiche usate negli ospedali psichiatrici, Alessandro Gassmann approfondisce con La pazza della porta accanto un tema di portata civile e sociale così delicato e importante. «Conoscevo Claudio Fava, la sua storia, la sua sensibilità, il suo impegno politico e sociale; conoscevo la storia del padre Giuseppe, vittima della mafia, una delle piaghe più dilanianti del nostro paese. Conoscevo Alda Merini, “la poetessa dei navigli”, la drammaticità della sua esistenza; anch’io, come tanti, mi sono emozionato e commosso nel sentirla leggere i suoi appassionati versi. Dopo aver letto il testo di Claudio, ritratto giovanile, intimo e struggente della grande poetessa, ho avvertito immediatamente la necessità, direi l’urgenza, di metterlo in scena», dice il noto attore e regista, «Un testo che si sviluppa all’interno di un ospedale psichiatrico e che ripercorre la drammatica esperienza della Merini. Erano gli anni in cui la parola “depressione” non si conosceva e chi soffriva di questa malattia veniva definito pazzo. Erano anche gli anni in cui negli ospedali psichiatrici praticavano l’elettroshock e i bagni nell’acqua gelata. È in questa particolare dimensione alienante che la protagonista si trova a condividere le giornate con le altre malate alle quali offre spontaneamente i suoi versi, ma soprattutto è il luogo dove nasce un’appassionante storia d’amore fra lei e un giovane paziente».

La pazza della porta accanto

La pazza della porta accanto
(Foto by Rossetti Foto)

La drammaturgia di Claudio Fava scorre per un’ora e venti minuti senza interruzione, sonda gli abissi della mente di Alda Merini, il suo rapporto con i compagni di degenza, la nostalgia per la famiglia e le figlie, rivela il suo senso profondo della maternità, la sua fede religiosa, la capacità di resistere alla cattività forzata del manicomio, l’aspirazione profonda alla libertà del corpo e della mente. «A dare voce e volto a questa grande poetessa italiana», sottolinea Alessandro Gassmann, «è Anna Foglietta, bravissima attrice che interpreta una giovane Alda Merini in profondo conflitto con un mondo che non la comprende e di cui non accetta le etichettature».

«Accanto a me», conclude il regista de La pazza della porta accanto, «ha lavorato un gruppo collaudato di collaboratori, tra cui mi preme ricordare Pivio e Aldo De Scalzi, che ci hanno consegnato un’originale partitura musicale, struggente colonna sonora di questa affascinante storia che andiamo a raccontare».Successivi appuntamenti “Stagione di Prosa” e “Altri Percorsi”: 10 piccoli indiani…e non rimase nessuno dal 7 al 12 febbraio al Teatro Donizetti per “Stagione di Prosa”; Ivan, coproduzione del Teatro Donizetti con Fausto Russo Alesi, 14 e 15 febbraio al Teatro Sociale per “Altri Percorsi”.


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