I Guignol in concerto al Maite
con il nuovo disco «Abile labile»

I Guignol in concerto mercoledì 20 aprile alle 21,30 al Maite di Bergamo con il nuovo disco «Abile labile».

Chi ride non muore mai ma si rialza in piedi e rinasce. Se poi a ridere è una formazione di culto dell’indie-rock italiano come i Guignol allora il ghigno si trasforma in una staffilata elettrica di disperazione, resistenza, solitudine e pietà. Così accade nella galleria di personaggi e situazioni che animano il nuovo disco della formazione milanese intitolato «Abile Labile» e disponibile dal 26 febbraio. Un lavoro che sarà il protagonista del concerto dei Guignol mercoledì 20 aprile al Maite di Bergamo (inizio ore 21.30, ingresso libero con tessera Arci).

«Abile labile» - anticipato nelle scorse settimane dal singolo radiofonico «L’uomo senza qualità», disponibile anche su YouTube - è forse uno dei dischi più ispirati dell’intero percorso della band di Pier Adduce, che a questo giro si presenta con una line-up rinnovata dagli ingressi di Paolo Libutti al basso e di Raffaele Renne alla chitarra accanto alla batteria di Enrico Berton, mentre il leader storico torna al ruolo vero e proprio di voce/frontaman, libero o quasi dall’uso di strumenti.

«Con queste canzoni ho provato a mettere in piedi un mio piccolo immaginario simbolico fatto di figure resistenti e resilienti, ordinarie e straordinarie insieme, solitarie e diverse, avvezze a frequentare tanto i luoghi più oscuri e sordidi quanto a splendere in un gesto di comprensione, pietà o sacrificio, anche estremo». Racconta così Pierfrancesco Adduce i brani di un disco che riesce ad unire al meglio - anche grazie alla produzione di Giovanni Calella (Adam Carpet, Georgeanna Kalweit and the Spokes, Alessandro Grazian) - l’attitudine cantautorale che anima da sempre Pierfrancesco con un suono elettrico umorale e nervoso, un ibrido di influenze punk, blues, garage, noise, contemporanea, musica mitteleuropea, folk e rock frutto di tantissimi ascolti e altrettanta musica praticata.

Le tracce di «Abile labile» raccontano la disumanizzazione, la violenza, lo sfruttamento «come elementi sistemici, endemici alla società in cui siamo e il suo livello di alienazione e indottrinamento fra propaganda ansiogena e disgregazione di tutti i collettori sociali». Ma tratteggiano anche «figure a loro modo “imprendibili”, resistenti o vicine al collasso, ma libere». E poi ci sono «brani che riguardano invece la sfera più personale, quella delle proprie inadeguatezze e debolezze, dei propri demoni da esorcizzare».

Il tutto sigillato da una splendida rilettura de «Il merlo» di Piero Ciampi, «personaggio unico, libero, anarcoide e al contempo prigioniero di se stesso, fino ai limiti dell’autolesionismo». Una sorta di riferimento da inseguire ma opponendo alla distruttività verso cui la vita ci vorrebbe condurre «il coraggio della fragilità, la forza dell’individuo che anche quando è con le spalle al muro accetta la sfida della propria sconfitta, superandola, talvolta, con destrezza e volontà irriducibili». E con quel ghigno carico di tenacia e di ribellione libertaria che è il marchio di fabbrica dei Guignol.

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