Venerdì 14 Agosto 2009

Yorkshire, Leeds
punta sui sapori

di Roberto Vitali

A giudicare dagli slogan che si leggono sul materiale pubblicitario e sui manifesti di cui è tappezzata la città, i circa 800 mila abitanti di Leeds, capoluogo della regione britannica dello Yorkshire, sono molto felici di vivere qui. Lo slogan più usato è «Leeds, live it, love it», come dire «Se ci vivi, la ami». Altri slogan esaltano Leeds per la sua università, gli agguerriti studi legali, le possibilità di business e di investimenti finanziari, gli spettacoli, lo shopping, la vita notturna, l’enogastronomia. Sì l’enogastronomia, perché anche noi, che pure frequentiamo questo settore da anni , abbiamo solo ora scoperto che Leeds è una delle città inglesi che offrono le più svariate offerte enogastronomiche.

Lo abbiamo scoperto perché la Marketing Leeds e la Leeds Restaurant Association hanno organizzato la prima edizione di un festival enogastronomico denominato Leeds loves food, quattro giorni di eventi, offerte speciali e promozioni nei migliori locali della città e nelle piazze. Lo scopo è di dimostrare la qualità dei ristoranti e dei prodotti tipici locali. Città cosmopolita, Leeds si raggiunge dall’Italia con comode linee aeree low cost. Soprattutto la Jet2.com, quotata alla borsa di Londra, ha a Leeds una importante base operativa, collegata più volte la settimana con gli aeroporti di Milan-Bergamo, Olbia, Venezia, Roma e Pisa. Se la città non ha una eccezionale dotazione di edifici storici e monumenti d’arte, Leeds si qualifica per la sua vivibilità, con grandi spazi verdi, zone pedonali dedicate allo shopping e agli eventi.

Si contano centinaia di ristoranti, caffè, pub e bar che offrono menù adatti ad ogni occasione, stili culinari di ogni parte del mondo. Leeds è dunque una capitale gastronomica a pieno titolo, sostiene Bill Graham dell’Associazione ristoranti. Ci sono i locali dove vengono proposte le tipicità dello Yorkshire, fra le quali le premiate salsicce di maiale, il pudding nero, i formaggi, le numerose birre locali e una gran quantità di pesce fresco per quello che qui è ritenuto il miglior fish and chips di Gran Bretagna. David Lishman è un appassionato produttore di carni e insaccati, il meglio dello Yorkshire: capisce che i salumi italiani hanno una marcia in più e vuole imparare da noi; ha già cominciato a produrre una porchetta niente male (www.lishmansofikley.co.uk). Si possono fare acquisti di qualità ma anche mangiare e bere bene all’Harvey Nichols, un grande magazzino aperto nel 1996 che qui ritengono secondo solo al famoso Harrod’s di Londra. Il reparto alimentare offre prodotti provenienti da tutto il mondo, tra i quali abbiamo notato una serie di vini pregiati italiani.

Al quarto piano è attivo il ristorante, guidato da un noto chef, Richard Walton Allen, che – a precisa domanda – risponde di ammirare la cucina italiana e di usare anche lui capperi, acciughe, funghi porcini, olio d’oliva, zafferano. Siamo nella zona più apprezzata per lo shopping, il Victoria Quarter, ma per mangiare italiano autentico bisogna andare a Casa Mia Millennium o a Casa Mia Grande, due ristoranti molto quotati che fanno capo a Francesco Mazzella, ischitano verace, del cui valore nel nome dell’enogastronomia italiana Leeds è molto fiera, tanto che nel 2007 il Casa Mia Grande è stato giudicato il miglior ristorante della città. Leeds ha avuto forti relazioni con l’Oriente e con estrema facilità troverete prodotti agroalimentari di quelle regioni. Forte è la comunità indiana e numerosi sono i ristoranti che propongono cucina indiana. Uno di questi, il Bird, molto elegante, si trova sullo stesso piano del Casinò Alea, nella zona di Clarence Dock. Al piano terra dello stesso stabile, il Fig propone cucina internazionale (anche qualche piatto italiano, ma non li abbiamo provati…).“Khitchen guru” è una azienda che propone spezie e piatti pronti di cucina indiana (www.kitchenguru.co.uk). Nelle insegne di molti locali l’aggancio con le prelibatezze italiane è voluto ed evidente (Lasagne, Pizza, Venetian Pizza, Espresso, Caffè Nero, persino Gelato Neapolitan de Roma sono scritte che abbiamo letto in evidenza), il che significa che anche qui la cucina italiana è indicata come esempio di piacevolezza e gustosità. Come poi viene realizzata è da verificare. Non manca la cucina francese e soprattutto lo Champagne qui resta sempre un mito: se ne beve in gran quantità, anche se i vini italiani stanno recuperando il tempo perduto.

Lo stesso italianissimo Francesco Mazzella ha aperto un Veuve Cafè, dove lo Champagne viene consumato a fiumi, ma subito dopo scorre anche dell’ottimo Prosecco. Una tipica brasserie è il Cafè Rouge, ma a noi la Quiche lorraine non è piaciuta… Ci sono poi i locali che offrono e vendono solo cibi biologici. Il più noto è in Great George Street ed è l’Org Organics (www.org-organics.org.uk). Tra i locali che si sono messi in evidenza nella quattro giorni del Leed loves food vi è anche il Reform bar di Merrion Street: in un ambiente informale, drinks e buona musica, con la possibilità di seguire corsi per imparare come si preparano i cocktails internazionali più noti.

e.roncalli

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