Giovedì 23 Dicembre 2010

Atalanta, Percassi garantisce:
arriva una punta, spero per il 27

Presidente Percassi, Ruopolo starà fuori 40 giorni. Per Natale ci regala un centravanti?
«Beh, vorrei fare gli auguri a tutti i bergamaschi...».

Giusto... Ma il centravanti?
«Lo prenderemo. Con Ruopolo indisponibile non possiamo correre rischi: serve una prima punta subito disponibile».

Subito quando?
«Mi piacerebbe che il 27 dicembre fosse qui a cominciare il lavoro con il resto della squadra».

Complimenti. Nomi?
«Una prima punta forte fisicamente, un punto di riferimento compatibile con gli altri componenti la rosa».

Diciamo uno tra Bjelanovic, Bogdani, Corradi, Pellè, Santoruvo. E Sforzini... Ci siamo?
«Beh, ci siamo...».

Quindi parte Ardemagni?
«In questo momento la priorità è prendere l'alternativa a Ruopolo, per qualsiasi altra operazione c'è tempo».

Manfredini ci lascerà?
«Manfredini è un giocatore fondamentale dal quale ci aspettiamo un rendimento in linea con il suo valore. Mi piacerebbe che il primo rinforzo di gennaio fosse lui. Lui e Tiribocchi sopra tutti, a fare la differenza. Li voglio come Capelli e Ruopolo, sempre con il cuore oltre l'ostacolo. Perché noi abbiamo una grande fiducia nell'organico attuale, riteniamo che non servano rivoluzioni. Siamo secondi, non decimi».

Sì, Atalanta è seconda dall'ultima partita prima della sosta di Natale. Un bel regalo. Ma lei non pensava di arrivarci prima?
«Io so che passerò delle feste serene per aver raggiunto una posizione adeguata alle attese dell'estate. E in prospettiva futura confido in un'ulteriore crescita della squadra».

Con Colantuono succede sempre. Da gennaio si accelera...
«Mi auguro abbiate ragione e mi fido di lui. Sostiene che la B si vince a primavera, che è decisivo essere lì nelle prime posizioni quando arriva marzo».

Lei dove vorrebbe essere a inizio marzo?
«Firmo per la classifica attuale. Poi avremo anche un calendario meno insidioso».

Le polemiche sul gioco?
«Questa è la serie B, e l'Atalanta per tutti è lo squadrone dal quale difendersi. Per giocar bene bisogna essere in due...».

Comunque la squadra non rispetta le attese.
«Mediamente la squadra ha fatto la sua parte. Vi prego di tener conto della categoria, degli avversari, del loro atteggiamento».

Ma il pubblico è insoddisfatto.
«Il pubblico ha il diritto di esprimere il dissenso, se ritiene di farlo. È la squadra che deve avere la forza di trasformare quel dissenso in energia positiva. Il nostro obiettivo, da qui a fine stagione, dev'essere trasformare quei fischi in applausi. Ce la faremo».

Lei l'estate scorsa ha venduto sogni: non si sente un po' responsabile di questo dissenso? Tutti s'aspettavano meraviglie...
«Io volevo rivitalizzare un ambiente depresso dopo la retrocessione e i 16.151 abbonamenti sono stati una grande dimostrazione di fiducia. Adesso stiamo lavorando per realizzare il sogno e il primo gradino è tornare subito in serie A. Niente è più importante: bisogna tornare in A. Tutto il resto è secondario, adesso».

Quando lei è rientrato pensava che...
«Per esempio che si potesse partire meglio. Ma questa è la B. Servono buonsenso ed equilibrio. Bisogna ragionare con la testa, mai con la pancia».

Una soddisfazione?
«Prima la risposta dei tifosi, a stagione in corso la compattezza mostrata dalla società. Da mio figlio Luca, a Spagnolo, a tutto lo staff. Sono un ottimo gruppo e questo da forza all'Atalanta».

Il suo obiettivo di lungo periodo resta quello di avere 7/8 ragazzi del vivaio in prima squadra?
«L'ho ribadito l'altra sera alla cena del settore giovanile: dovremo arrivare lì, e in 7/8 anni ci arriveremo. Abbiamo avviato contatti con il Siviglia, il Chelsea e diverse realtà del Nord Europa. Abbiamo appena preso un '92 titolare in serie C. Il vivaio tornerà a fiorire, non c'è alternativa per garantirci il futuro».

Gira voce che vogliate creare una società satellite. Sarà la Tritium?
«Io penso sia fondamentale avere in C una società sana alla quale affidare i ragazzi che devono completare la loro maturazione. Faremo anche questo passo».

Intanto faccia una promessa ai bergamaschi, dato che c'era anche lei a Portogruaro e Cittadella: lì non ci porta più...
«Io farò tutto il possibile perché non succeda più, ma questo non basta. Invece se ci diamo tutti una mano di certo sarà più facile. Lavoriamo insieme per far felici i bergamaschi a maggio... Tanti auguri a tutti...».

Pietro Serina

m.sanfilippo

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