Martedì 24 Maggio 2011

L'avvocato torna a lanciare
Dopo 15 anni è ancora un big

Dopo aver tenuto la passione chiusa in gabbia per tre lustri, ora Massimo Merli (ri) lancia con l'entusiasmo di un ragazzino: «I Campionati Italiani? Sono il sogno di tanti, ci penso pure io».

Lui è il debuttante più atipico del 2011 outdoor dell'atletica di casa nostra. Due giorni fa ha compiuto 35 anni, da un mese è tornato sulla pedana del disco dove di lui s'erano perse tracce del '96. Altro giro, altro lancio, altra vita: «A quei tempi avevo mollato l'atletica per lo studio – continua Merli, avvocato che esercita per una multinazionale francese – l'idea di riprovarci è nata quasi per scherzo nel 2009, in occasione del Cinquantenario dell'Atl. Bergamo 59 Creberg. Ci ho riflettuto un po' e ora rieccomi qui».

Qui sta anche per i societari di Busto Arsizio, dove l'astro (ri)nascente del campo Putti (fu argento ai Campionati Italiani allievi di Bergamo ‘93) ha stupito parecchi. Partenza, rotazione, piazzamento e attrezzo che atterra a 39 metri e 59 centimetri, dodicesima piazza su quarantacinque partecipanti, fra cui fior fior di giovanotti: «L'obiettivo primario era quello di non cadere e evitare figuracce – continua lui, sposato ,e papà per la seconda volta a breve giro di pista – il valore aggiunto è stato che la pedana era umida e ho avuto solo un tentativo a disposizione. Mi fido delle previsioni di mister Roby Alberti: dice che se continuo si questo passo posso avere un futuro…».

Perché Vizzoni docet, nel settore lanci, sino alla quarantina la parabola può continuare a essere ascendente. Perché a volte il tempo magari inciderà sul girovita, ma classe e tecnica sono impermeabili a certe leggi: «A grandi linee ho lasciato il lancio del disco come l'ho trovato – continua lui, in gioventù allenato dal compianto Walter Gamba - l'eccezione è il livello, più basso, come dimostrano i vari minimi di qualificazione».

Un motivo in più per credere che master è giusto un titolo che la Fidal gli ha affibiato per regolamento. E che di allenamento in allenamento “Tre alla settimana, rigorosamente a seconda dei ritagli di tempo” è destinato a crescere, magari riprendendo confidenza anche con peso, martello o giavellotto: «Mi piacerebbe, ma prima voglio fare il meglio possibile ciò che sto facendo ora». A occhio e croce, per l'avvocato, non è di certo una causa persa in partenza.

Luca Persico

a.ceresoli

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