Giovedì 26 Aprile 2012

Con la Fiorentina torna Delio:
a Bergamo scrosci di applausi?

Non è da tutti retrocedere in serie B ed essere applaudito a lungo dalla tifoseria. A Delio Rossi, attuale allenatore della Fiorentina, è toccato questo. Andiamo indietro, ahinoi, nel tempo. Stagione sportiva 2004-2005: Andrea Mandorlini, fresco di promozione in A, alla guida dell'Atalanta viene esonerato in corsa. Lo sostituisce Delio Rossi il quale si precipita a Zingonia fiducioso nel risollevare la squadra dall'ultimo posto evitando in tal modo l'immediata discesa in cadetteria.

Maniacale nel lavoro (dà il benservito anche al preparatore atletico, forte di un diploma Isef brillantemente conseguito) tanto da risiedere giorno e notte al Centro Bortolotti. Sfodera subito qualità non indifferenti di trascinatore verso squadra e supporter. Con lui la squadra reagisce: lo scossone è lì da vedere, al punto di risvegliare certi affievoliti sogni. Il finale del film, però, non è quello auspicato: l'Atalanta abbandona, di nuovo, mestamente l'èlite del calcio nazionale.

È un saluto da fanalino di coda del girone proprio come lo era al momento del passaggio del testimone da Mandolini a Rossi. Ma al triplice fischio finale della gara casalinga che condanna aritmeticamente gli atalantini, sollecitati dalla Nord, gli spettatori di ogni settore dello stadio, si scatenano in un batti mani indirizzati a Delio Rossi.

Dal campo l'allenatore pugliese scoppia a piangere. Una reazione abbastanza inusuale in un ambiente che da libro cuore riserva avare vicende. Dalle nostre parti, si sa, la riconoscenza è innata.

Pure da avversario, ogni qual volta, il tecnico pugliese mette piede al comunale si scatenano dagli spalti copiosi attestati di stima. Così accadrà anche domenica prima che Rossi raggiunga la sua postazione. Certo, tutti al termine di quel campionato avremmo auspicato la sua permanenza: come del resto l'allora presidente Ivan Ruggeri, pronto ad allungargli il contratto.

Ma Delio Rossi optò per Roma, sponda Lazio, allettato dal blasone della società e da condizioni economiche evidentemente più vantaggiose.
Arturo Zambaldo

r.clemente

© riproduzione riservata