Lunedì 13 Agosto 2012

Olimpiadi, 28 medaglie all'Italia:
una in più di Pechino, otto gli ori

Stessi ori, una medaglia in più. E una sola ombra: il doping di Alex Schwazer. I Giochi ai tempi della crisi fanno cantare vittoria all'Italia dello sport: si chiude con 28 medaglie, che non sono le 32 di Atene, ma migliorano le 27 di Pechino.

Quanto basta per definire la missione «una grande vittoria per lo sport e il Paese». Perché l'Italia è «nel G8 dello sport - nota Gianni Petrucci -, mentre per competitività del Paese siamo solo 42esimi». Alla sua ultima Olimpiade da presidente Coni si coccola il risultato «che ha ampiamente superato le previsioni». A dare una mano al medagliere l'ultima giornata: cinque podi, gli stessi del giorno inaugurale. I numeri non possono far parlare di crisi. Contento il Coni, che nelle previsioni non andava oltre le 25 medaglie. Unica macchia il caso Schwazer, escluso perché positivo all'epo.

In un medagliere che non subisce flessioni non si può però notare che mancano podi in sport pesanti: il nuoto, che da Sydney aveva brillato, da Londra va via con zero titoli. Unici due lampi, in acqua, il bronzo del fondo con Martina Grimaldi, e l'argento del Settebello, che riporta comunque la pallanuoto ai vertici dell'Olimpo.

E anche nell'atletica solo il salto triplo di bronzo di Fabrizio Donato ha evitato un altro flop. Ma certo nella recessione olimpica dell'Europa l'Italia cresce e «va in controtendenza», dice il segretario Coni, Raffaele Pagnozzi. Tra i numeri che fanno ben sperare per Rio 2016 è che scende l'età media e «il 50% dei medagliati è fatto di esordienti». Petrucci, che tornerà a guidare la Federbasket, lascia con 28 medaglie. Si può salutare Londra col sorriso.

r.clemente

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