Tiribocchi: «Atalanta casa mia
Sono stati 3 anni indimenticabili»

L'ultimo rombo del Tir ha il suono morbido di una carezza a Bergamo e all'Atalanta. Giovedì 30 agosto firma e primo assaggio di Pro Vercelli. Ma dentro il nerazzurro non si cancella. «Tre anni indimenticabili, come da nessun'altra parte. Certe cose le senti a pelle».

L'ultimo rombo del Tir ha il suono morbido di una carezza a Bergamo e all'Atalanta. Giovedì 30 agosto firma e primo assaggio di Pro Vercelli. Ma dentro il nerazzurro non si cancella.

Tiribocchi, dopo tre anni lascia l'Atalanta. Sensazioni?
«Tre anni indimenticabili, come da nessun'altra parte. Certe cose le senti a pelle. È stata una scelta dura, sofferta, ma dovevo farla per forza. Giocare a calcio è bello, ma bisogna viverlo. Ho trovato la Pro Vercelli che più di tutti mi ha voluto e andrò a giocare».

Ha prevalso la voglia di essere ancora protagonista?
«Ha prevalso l'attaccante che è in me, l'istinto di andare a rimettersi in gioco. Io sono uno che non si accontenta, voglio il meglio e se in questo momento il meglio è la Pro Vercelli, ben venga. Io mi sento bene, pronto, ci dovevo provare. Ma non dimenticherò mai quello che mi ha dato Bergamo e l'Atalanta».

Siamo ai saluti?
«Ai ringraziamenti. Ringrazio tutti, dall'ultimo al primo, cioè al presidente Percassi. Ma ringrazio tutta la gente di Bergamo. Ho vissuto Bergamo come se fosse veramente casa mia».

A proposito, ma la casa che ha comprato a due passi dal centro?
«Quella la tengo. Anzi, vi dirò di più: stiamo pensando di fare avanti e indietro per continuare a goderci la città. Vercelli in fondo è a un'ora di macchina».

Cosa le mancherà di più?
«I tanti amici che avevo a Bergamo. Loro sanno chi sono, non c'è bisogno di nominarli. Mi mancheranno i compagni di squadra che erano prima di tutto amici e nel calcio è sempre difficile trovare degli amici»

Marilungo, Peluso... e chi altri?
«Anche Raimondi, con cui avevo un rapporto eccezionale. Poi con Guido e Federico è nata veramente una bella amicizia. So quello che hanno fatto per me, quello che ho fatto io per loro, ma è stato tutto naturale. Gli voglio bene e per loro ci sarò sempre».

Lei verrà ricordato anche per essere stato un uomo spogliatoio importante, oltre che per i suoi gol. Ma di questi, 27 in campionato e uno in coppa Italia, qual è il gol da mettere in copertina nel giorno dei saluti?
«Il più bello è stato alla Fiorentina, ma per importanza direi la doppietta al Portogruaro nel giorno della promozione in serie A. Il gol però che più mi rappresenta, che più sento mio è quello all'ultimo minuto con il Torino, entrando dalla panchina, sotto la curva: un gol alla Tiribocchi».

G. M.

© RIPRODUZIONE RISERVATA