Martedì 27 Novembre 2012

Dal campo di calcio alla scrivania
Il mister dell'Aurora è scrittore

Da allenatore predilige organizzazione e bel gioco. Fuori dal campo, invece, usa la fantasia per scrivere romanzi. Lui è Marco Gaburro, tecnico dell'Aurora Seriate, classe 1973, veronese di nascita, che alla passione per il calcio unisce quella per la scrittura.

In questi giorni è in stampa «Aridità», il primo romanzo del giovane mister di Pescantina. In passato ha pubblicato libri inerenti allo sport: «Ritorno alla prassi» con Romagnoli, Facci e Bragagnolo edito nel 2002 da Calzetti e Mariucci, poi «Dentro il gioco», scritto sempre con Romagnoli e Bragagnolo, e infine il saggio «Calcio al calcio» nel 2005. Questa volta però Gaburro ha voltato pagina in maniera radicale. La sua ultima fatica è un romanzo vero e proprio, in cui il mondo del calcio fa solo da sfondo, limitandosi a caratterizzare l'ambientazione. Si parte da lì, poi però le vicende personali dei protagonisti si sganciano. Ma la scintilla che ha fatto scattare l'idea di scrivere un romanzo com'è scoccata? «Scrivere mi è sempre piaciuto – spiega Gaburro – e l'idea del romanzo mi ha sempre attirato. È un'aspirazione che avevo in testa da anni e la stesura è iniziata nell'estate del 2011. Ora mi sono appoggiato a una casa editrice (la Grafital di Torre Boldone), e via».

Gaburro svela qualche traccia della trama: «Il libro inizia con un evento drammatico che successivamente viene congelato – confida – per poi riaffiorare ed essere compreso solo nel finale. I protagonisti sono tre giovani calciatori: Matteo Martini, toscano di Barberino di Mugello, che vive la condizione anomala e traumatica di crescere a Firenze da tifoso della Juve, Victor Makhanu originario di Kibera, un ragazzo keniota con il sogno di affermarsi partendo dalla dura realtà delle baraccopoli, e Giovani Julio dos Santos, di Bento Ribeiro in Brasile, sudamericano dal talento formidabile, che interpreta il ruolo del predestinato. Le vicende dei ragazzi si intrecceranno poi con una figura femminile, che incrocerà il percorso di vita di tutti e tre».

Per saperne di più leggi L'Eco di Bergamo del 27 novembre

fa.tinaglia

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