Martedì 15 Gennaio 2013

«Da noi i buoni vincono sempre»
Ecco il wrestling e il suo messaggio

«Il wrestling porta in scena personaggi, sia "buoni" che "cattivi", che interpretano il ruolo secondo schemi ben definiti, senza mai sfociare nell'atto volgare o nell'espressione vocale offensiva». A spiegarlo è l'Associazione sportiva UIW United Italian Wrestlers dopo l'esibizione bergamasca di domenica scorsa. «Le storie raccontate sul ring aiutano il pubblico a schierarsi sempre dalla parte del buono, a parteggiare per lui e, come giusto che sia, a vederlo trionfare alla fine dello spettacolo, nonostante le angherie degli scorretti avversari, che tentano di raggiungere la vittoria basandosi soltanto sul sotterfugio, sul gioco sporco, sulla prevaricazione ad ogni costo e con ogni mezzo».

«Tutto questo fa parte di un canovaccio ben studiato e collaudato, in modo da regalare a tutto il pubblico, specialmente ai più giovani, un lieto fine ed un messaggio positivo. Su queste basi non è certo un caso che, alla fine della nostra manifestazione, tutti gli atleti "rompano la quarta parete" e accolgano il pubblico per fotografie, autografi, domande e quant'altro».

«Così come non è un caso che compito dei wrestler e degli organizzatori sia quello di parlare con i genitori dei bambini fra il pubblico, chiedendo loro se qualche azione o momento dello spettacolo sia risultato loro anche in minimo modo impertinente o irrispettoso - continua l'associazione sportiva -. Del resto, diversi atleti presenti sabato si sono negli anni resi protagonisti di momenti di incontro all'interno di scuole dell'obbligo o con comitati di genitori, proprio per sensibilizzare alla giusta fruizione dei nostri spettacoli, alla preparazione tecnica ed atletica che è alla base dell'attività di ogni wrestler, e soprattutto alla comprensione dei messaggi che vengono veicolati al suonare del gong».

fa.tinaglia

© riproduzione riservata