Martedì 05 Febbraio 2013

Sofia Goggia, gran carattere
A Schladming sfiora il podio

Grande prova di carattere per la bergamasca Sofia Goggia ai mondiali di Schladming, in Austria. Nel Super G - disputatosi solo nel primo pomerigigo dopo continui rinvii per la pessima visibilità dovuta alla nebbia - la ventenne bergamasca ha dato il meglio di sè, rischiando moltissimo ma piazzandosi al 4 posto, a soli 5 centesimi dalla medaglia di bronzo della statunitense Giuly Mancuso.

La Goggia, nonostante sia scesa con un numero di pettorale altissimo (33), ha affrontato la posta con grinta e determinazione riuscendo a dominare il difficile tracciato disegnato dai tecnici austriaci, attaccando in continuazione. La Goggia è la prima delle italiane che hanno preso parte alla gara, vinta dalla slovena Tina Maze.

«Quando sono arrivata al traguardo - ha raccontato ai microfoni di Rai Sport - ho sentito lo speaker urlare, ma quello urla con tutti e quindo non ho dato peso alla cosa. Poi però ho guardato il tempo e ho visto che ero arrivata a soli 5 centesimi dal terzo posto, ma va bene così, anche se in questa stagione ho già collezionati molti quarti posti».

«Quando mi sono presentata al cancelletto di partenza - ha concluso la Goggia - mi sono detto che non avevo nulal da perdere, anzi non pensavo proprio a niente. In Super G quest'anno non ho raccolto molto, ma oggi sono arrivata quarta e va bene così».

Sofia è stata la scommessa azzardata dal direttore tecnico Raimund Plancker, perchè non aveva i requisiti in termini di risultati per meritare direttamente la convocazione, tuttavia gli ottimi piazzamenti conseguiti in Coppa Europa (tre vittorie e sei podi complessivi) avevano convinto i tecnici a convocarla ugualmente e i risultati hanno dato ragione allo staff.

Goggia cominciò a sciare fin da piccola sulle piste di Foppolo, spinta da mamma Giuliana, mentre papà Ezio si limita a fare il tifoso e il fratello Tommaso studia ingegneria biomedica. Nel corso della carriera ha subìto due gravi infortuni alle ginocchia, l'ultimo nello scorso febbraio quando in Coppa Europa si frantumò il legamento crociato del ginocchio destro.

"Ho visto uscire tante campionesse davanti a me, così mi sono detta che non avrei avuto nulla da perdere e mi sono lanciata. In supergigante non avevo raccolto molto sinora, ero convinta che mi sarei giocata le migliori carte in discesa, vedremo cosa succederà" ha aggiunto la 20enne bergamasca.

Un applauso va anche a Daniela Merighetti. La bresciana, sofferente alla schiena, ha tenuto duro ottenendo un bel settimo posto che eguaglia il suo miglior piazzamento in una rassegna iridata, mentre Elena Curtoni ha concluso diciottesima e Nadia Fanchini ventunesima.

La gara è stata nuovamente e dichiarata ufficialmente conclusa dopo il pettorale 36 in una giornata che darà spazio a molte polemiche per le condizioni in cui hanno corso le atlete. Per le condizioni di Lindsey Vonn si parla, infatti, di frattura della tibia, anche se la conferma dallo staff statunitense non è ancora giunta.

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a.ceresoli

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