Sabato 04 Maggio 2013

Lotta salvezza, l'Atalanta fa i conti
È importante anche per i diritti tv

Quasi del tutto fuori dalla lotta per la retrocessione, l'Atalanta è comunque interessata a quanto accade alle sue spalle per una questione economica. Potendo scegliere, infatti, ai nerazzurri converrebbe la retrocessione di Palermo e Genoa o in alternativa di Palermo e Torino, oltre al già condannato Pescara.

A generare questa convenienza è l'attuale schema di ripartizione dei diritti televisivi. Secondo il principio attuale, il 60% dei ricavi televisivi (966 milioni di euro quest'anno) è suddiviso in base alla forza sportiva e anagrafica dei club. Al bacino d'utenza è legato il 30% attraverso due criteri: il 25 per cento è vincolato al numero dei sostenitori e il 5% alla popolazione residente nel comune in cui gioca la squadra. Invece, un altro 30% è rapportato ai risultati ottenuti dalla squadra: il 15% sulla base dei risultati del lustro precedente, il 10% sulla base dei risultati storici dal secondo dopoguerra in avanti e il 5% sulla base dei risultati dell'ultima stagione.

Per effetto di questi principi quest'anno nelle casse della Juventus dovrebbero entrare 103,8 milioni di euro mentre Milan e Inter si accontenteranno di 87,7 milioni. Dando un'occhiata all'inverso ci sono i 24,8 milioni attribuiti al Pescara, i 27,2 milioni del Siena, i 29,1 milioni del Chievo e i 32,3 milioni del Parma, mentre l'Atalanta incassa 35,6 milioni.

Decisamente più ricche, in termini di diritti tv, sono invece le altre candidate alla retrocessione: 38,3 milioni per il Palermo, 36 milioni per il Genoa e 34,6 milioni per il Torino. Con in B il Palermo, le altre squadre avrebbero più soldi da spartirsi.

Alla luce di queste considerazioni, per l'Atalanta è preferibile la promozione di Sassuolo, Empoli e Varese e in subordine del Novara. Da scongiurare, invece, la salita del Verona perché la numerosità di tifosi e abitanti scaligeri e lo scudetto vinto nel 1985 spingono verso l'alto i suoi ricavi.

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m.sanfilippo

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