Martedì 16 Luglio 2013

Qual è l'Atalanta più forte?
Stasera c'è la sfida finale

Notte decisiva «Atalanta vs Atalanta virtual champions». Dalle 21,15 si giocherà per stabilire qual è l'Atalanta più forte di sempre. Lo deciderà la finalissima del torneo virtuale che viaggia nel tempo promosso da L'Eco di Bergamo e dall'Atalanta.

La giocheranno il 1985/86 di Nedo Sonetti, la squadra del pressing, di Donadoni, Stromberg e Magrin, e il 2011/12 di Stefano Colantuono, la formazione (dell'altro ieri...) del -6 per il Calcioscommesse trascinata dai gol di German Denis.

Sono queste le squadre che dopo cinque turni di gare - in tutto 62 partite, mancano le due finali per completare il quadro - hanno guadagnato la possibilità di giocarsi la finalissima. In pratica il nostro torneo virtuale che viaggia in verticale nel tempo ha qualificato per la finale due squadre tra loro distanti 26 anni. Sonetti con il libero, 3 difensori, 3 centrocampisti e 3 attaccanti: Colantuono con il 4-4-1-1 che ha esaltato Maxi e Denis. Sonetti nel calcio dei due punti, dove pareggiare era quasi vincere, in un campionato di 30 partite (a 16 squadre); Colantuono con i tre punti a vittoria, dove pareggiare è quasi perdere, in una serie A di 38 partite (a 20 squadre).

Mondi lontanissimi, ma questa Champions virtuale della storia nerazzurra - alla quale hanno partecipato le 52 «Atalante» che hanno giocato in serie A e le 12 promosse dalla B mettendo a confronto quasi ottant'anni (76...) di storia - non poteva che portarci a un epilogo del genere. E si consideri che nella finalina giocheranno gli anni Cinquanta (1954/55) e il 2000/01. Insomma: tra le prime quattro ci sono 57 anni di differenza e molto, molto altro.

In particolare ci sono una vice testa di serie (1954/55) e tre teste di serie (le altre). E ci sono quattro moduli, quattro modi di fare calcio tra loro ben diversi: il «sistema» (3-2-2-3) di Bonizzoni nel 1954/55, la difesa con il libero di Sonetti, la zona pura col 4-4-2 del Vava, il 4-4-1-1 eclettico e continuamente modificabile di Colantuono.

E la finalissima in particolare è anche figlia di percorsi tra loro ben diversi. Il 1985/86 è arrivato in finale vincendo 4 gare su 5 ai rigori e l'altra - l'unica contro una pari grado testa di serie - 2-1 ai supplementari. Sonetti, in campo con il libero (Soldà) e con un mediano basso davanti alla difesa (Perico), ha segnato poco (4 reti) e subito poco (3 gol). Colantuono, invece, vinta la prima gara ai supplementari, è stato più efficace in attacco.

In tutto 9 gol fatti e 2 subiti, Con Denis che segnando 5 reti in 5 partite (una ogni gara) è in testa tra i cannonieri, insidiato da Ganz (a quota 4, giocherà per il 3°-4° posto).

Ad aprire la serata sarà ovviamente la sfida per il 3° e 4° posto tra il 1954/55 allenato da Luigi «Cina» Bonizzoni, con Bassetto e Rasmussen in campo, e il 2000/01 dei Vava-boys, i ragazzi che cambiarono il calcio a Bergamo perché Giovanni Vavassori propose la zona.

Ricordiamo che la sfida è tra una testa di serie - il 2000/01 battuto 2-1 in semifinale dal Colantuono 2011/12 del -6, dopo che nel turno precedente aveva battuto 2-1 Del Neri 2008/09 del 3-1 all'Inter di Mourinho - e una vice testa di serie. Il 1954/55, infatti, per arrivare alla semifinale di sabato scorso - quando ha perso ai rigori contro Sonetti 1985/86 testa di serie - aveva dovuto eliminare altre due teste di serie. Prima il 1947/48 di Fiorentini (5° posto finale, miglior risultato di sempre dell'Atalanta in serie A), poi il 1952/53 di Rasmussen, Soerensen e del Trio Primavera.

La sconfitta nella terza partita contro avversari con valori individuali e di squadra più forti poteva essere nell'ordine delle cose, cosa succederà oggi lo vedremo. Si consideri che il 2000/01 del Vava ha perso solo con Colantuono e ha ottenuto una sola vittoria (su 4) ai supplementari (2-1 a Del Neri).

Appuntamento dunque, prima per la finalina e poi per la finalissima, dalle 20,50 su Bergamo Tv e sui siti internet de L'Eco di Bergamo e dell'Atalanta.

r.clemente

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