Lunedì 18 Agosto 2003

Approvato il decreto salva-calcio Verso una serie B a 24 squadre

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto salva-calcio messo a punto dal ministro Urbani e dal sottosegretario Pescante. In tre articoli vengono affidate al Tar Lazio le competenze per i ricorsi contro la giustizia sportiva. L’ultimo comma del testo introduce le deroghe al Coni «su proposta della federazione competente, di adottare provvedimenti di carattere straordinario e transitorio - anche in deroga alle disposizioni vigenti dell’ordinamento sportivo - al fine di assicurare il regolare inizio dei campionati 2003-2004».

Ed è proprio questo ultimo articolo a far scattare la polemica sulla serie B che, dalle ultime notizie, sarà a 21 squadre o, più probabile, addirittura a 24 (verranno ripescate, oltre il Catania, anche il Genoa, la Salernitana e la Fiorentina).

Entro tre giorni la Figc dovrà decidere la composizione dei campionati. Contrarissime le squadre ad un campionato allargato.

«Occorre restituire all’ambiente del calcio la necessaria serenità - ha dichiarato il presidente della Provincia di Bergamo, Valerio Bettoni che ha parlato anche in veste di Presidente provinciale del Coni -. Mi auguro che il decreto serva a ricondurre il calcio nella sua dimensione fatta di meriti e partecipazione sportiva, premiando la correttezza dei comportamenti dirigenziali ed evitando soluzioni che possano interpretate come discriminazioni con il serio rischio di sfociare nello scontro sociale, non solo tra tifoserie».

Riguardo al capitolo fideiussioni, dalle anticipazioni fatte, sembrerebbe invece che Roma e Napoli avranno la possibilità di regolarizzare la propria posizione. Ma il vicepresidente di Lega, Antonio Matarrese, non esclude una serie A a 19 squadre con la riammissione dell’Atalanta nella massima serie: «L’Atalanta non ha tutti i torti a insistere nel chiedere la riammissione in serie A - ha spiegato Matarrese - ma lasciamo fare a Carraro».

Il presidente dell’Atalanta Ivan Ruggeri, però, è pessimista: «Le speranze sono poche. In ogni modo noi aspetteremo il Consiglio Federale di mercoledì e, poi, decideremo come muoverci».

(19/08/03)

Su L’Eco di Bergamo del 20/08/2003

m.ferrari

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