Domenica 31 Agosto 2014

Atalanta, accontentiamoci del pareggio

Due settimane di lavoro per migliorare

Denis in azione
(Foto by Magni Paolo Foto)

Accontentiamoci del pareggio considerando che l’Atalanta ha fatto davvero poco per meritare di più. Resta una buona dose di rammarico per non aver vinto dal momento che l’avversario, affrontato in casa con il contributo del pubblico, si chiamava Verona e non un team di alta classifica.

Sicuramente è stato meglio che perdere ma in virtù dell’eccellente precampionato era logico aspettarsi cose migliori. D’altro canto se le quattro punte alternatisi sul manto erboso hanno giostrato sotto tono e il centrocampo ha sovente balbettato in ambito costruttivo com’era possibile produrre gioco e andare in gol?

Meno male che la difesa ha retto (rimanendo, così, imbattuta dall’inizio della stagione) altrimenti a prevalere sarebbe stato l’undici veneto allenato dall’ex Andrea Mandorlini. Per fortuna ha giganteggiato, tra i pali, Sportiello, autore di due-tre interventi, davvero, prodigiosi.

La nota lieta della partita l’ha offerta proprio il giovane portiere, figlio di Zingonia, il quale a buon diritto, ha detto chiaro e tondo di essere l’erede del partente Consigli. Sempre a livello individuale così così i big Carmona e Bonaventura (tuttora in odore di trasferimento) oltre ai citati attaccanti tutti insufficienti.

Da assolvere, invece, senza alcuna titubanza, gli esterni Dramè e Zappacosta (un esordio in serie A molto convincente). Anche sotto l’aspetto caratteriale e della concentrazione la prova degli atalantini ha lasciato, per lunghi tratti, a desiderare. Da augurarsi che a causare ciò sia soltanto questa fase di rodaggio. Ben venga, allora, la pausa di domenica prossima: quindici giorni da sfruttare alla grande per migliorare contemporaneamente passo atletico e automatismi tecnico-tattici. Buon lavoro, in particolare, allo stratega mister Stefano Colantuono e al suo staff.

Arturo Zambaldo

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