Atalanta, chi si accontenta gode
Ma occhio ai gol col contagocce

Chi si accontenta gode. E allora consoliamoci, anche se tiepidamente, del pareggio e di una classifica che ci tiene ad una distanza oltremodo rassicurante dalla zona a rischio (eloquenti le nove lunghezze sulla terz’ultima).

Ma da qui a ritenerci soddisfatti o sulla via della rinascita ne corre. Innanzitutto perché lo sbiadito 0-0 di domenica è stato strappato ad un Empoli più avanti di noi ma non da coniugare per competitività e altro con le avversarie che vanno per la maggiore. Subito dopo perché i nostri attaccanti sono rimasti ancora all’asciutto.

D’accordo che non sono mancate le occasioni ma ciò che conta per il risultato è la loro felice finalizzazione. Pensare che le previsioni della vigilia erano decisamente favorevoli ai nerazzurri. Fondate, le stesse, sulla presumibile reattività del gruppo stimolato dalle energiche tirate d’orecchio dall’intera piazza e dalla dirigenza e staff tecnico l’indomani della figuraccia di Verona. Non solo. Si faceva poi affidamento sugli innesti del mercato di riparazione invernale. Entrambi gli auspici, a nostro avviso, sono venuti meno.

Ad onor del vero nel corso dei 45’ iniziali un accettabile animus pugnandi si è avvertito ma giostrando sotto protezione del pubblico amico per quale motivo non averlo costantemente triplicato? Quanto ai nuovi attaccanti, sia Borriello che Diamanti, hanno meritato la sufficienza per impegno e alcune riconosciute giocate di qualità, ma i gol? Già, malinconicamente ci risiamo sull’argomento. Abbiamo di recente dato l’addio sia pure con gli onori del caso (guai il contrario) a Denis perché ritenuto pensionabile (?!) sotto la porta avversaria. C’è da sperare che i sostituti confermino in fretta i biglietti da visita orgogliosamente sventolati nel momento in cui hanno messo piede a Zingonia. O no?

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