Il Tir: «78 punti per il primo posto
E io non mi muovo da Bergamo»

Ha le idee chiare Tiribocchi, il bomber di Colleferro, che mette un'ipotetica asticella per la lotta al vertice tra Atalanta e Siena. «Per vincere il campionato servono almeno 78 punti». Il «Tir» annuncia: «Io da Bergamo non mi muovo».

«Per il primo posto servono almeno 78 punti». In quell'esultanza liberatoria di Simone Tiribocchi, attaccante atalantino, dopo il gol contro la Triestina, si è vista la doppia natura dell'attaccante: attaccato quando non segna, «idolatrato» non appena torna a gonfiare la rete.

«Il gol è stata una liberazione, non mi era mai capitato di rimanere a secco per così tante giornate - ha esordito il numero 90 atalantino -. È stato uno dei gol più facili: meglio così, almeno per tornare alla rete non mi sono dovuto inventare niente. Raggiungo la doppia cifra per il quinto anno di fila e fa sempre piacere, anche se non ci ho pensato molto».

«Quest'anno i gol hanno un altro valore perché servono per vincere il campionato. Sono contento già delle mie prestazioni passate, ma mancava la firma personale e la mia felicità non si vedeva. Il mio sfogo si spiega proprio per questa astinenza dal gol, non ce l'avevo con nessuno».

Per un centravanti l'astinenza può rivelarsi un peso importante dal punto di vista mentale, come successo negli ultimi due anni ad Acquafresca e Ardemagni. A differenza dei suoi due ex compagni nerazzurri, Tiribocchi ha saputo superare il problema, grazie alla sua esperienza ormai decennale nei campionati professionistici.

«Quando non riesci a fare gol devi fare qualcos'altro, cioè dare una mano alla squadra in fase difensiva, come sto facendo, ma con un gol tutto cambia. I primi anni soffrivo quando non riuscivo a segnare, con il passare del tempo sono cambiato. Ero tranquillo nell'ultimo periodo, sapevo che sarei ritornato in rete e infatti così è stato».

«Se t'impegni con costanza prima o poi verrai premiato perché una squadra di vertice l'occasione te la dà sempre. Spero di superare il numero di gol dell'anno scorso. Per come ho fatto gli ultimi due mesi metterei la firma per segnare una rete ogni due partite».

Al termine dei primi 45 minuti del match contro la Triestina, il mister atalantino Colantuono ha strigliato i suoi ragazzi, per evitare cali di tensione pericolosi. Contro il Modena sarà un'altra storia, visto che l'Atalanta si troverà di fronte una squadra che sta passando un ottimo momento di forma.

«Continuiamo così, dopo vediamo cosa succederà. A Modena giocheremo lunedì sera e già per questo sarà difficile: la loro vittoria a Livorno non ci voleva, perché li può rilanciare in zona playoff. Fisicamente stanno bene e vorranno dare un segnale importante al campionato contro la capolista. Dopo la vittoria contro la Triestina siamo più consapevoli di aver fatto un passo importante. A fine primo tempo il mister si è arrabbiato con la squadra perché non voleva che si ripetesse quello che era successo a Piacenza».

Ha le idee chiare il bomber di Colleferro, che mette un'ipotetica asticella per la lotta al vertice tra Atalanta e Siena. «Per vincere il campionato servono almeno 78 punti, mentre per salire ne serviranno 75. Il Siena avrà un calendario più difficile e potrebbe trovare maggiori difficoltà. Manca veramente poco alla promozione, ma non dobbiamo guardare troppo avanti. Dobbiamo vivere queste settimane con la stessa grinta. Più vai avanti e più le partite diventano decisive, nelle prossime tre partite potrebbe succedere qualcosa d'importante».

Sul futuro di Tiribocchi non ci sono dubbi: il giocatore non vuole saperne d'andarsene da Bergamo. «Per il prossimo anno non ho dubbi, mi vedo all'Atalanta. Neanche ci penso adesso al futuro, perché conta vincere il campionato e festeggiare. All'inizio abbiamo fatto fatica a smaltire la retrocessione, che pesava nelle gambe e nella testa di alcuni giocatori tra cui il sottoscritto. Nella seconda parte di campionato ci siamo riscattati e stiamo facendo qualcosa d'importante. Fino a che non arriveremo in serie A la retrocessione nello scorso campionato ci deve ancora far rodere».

Simone Masper

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