Martedì 01 Aprile 2014

Konate, insulti e ululati a Brescia

«Io sono più forte dei razzisti»

Konate, giocatore del Clusone
(Foto by Bedolis Foto)

C’è chi dice no, si toglie la maglia e saluta tutti. E c’è chi invece non molla, perché non la dà vinta ai razzisti. Ai mugugni e agli ululati che arrivano dalla tribuna, e in questo caso anche dal campo.

La partita è Unica Futura-Rovetta, ultima contro penultima del girone C di Seconda categoria, match chiave per le speranze di salvezza di entrambe. Il protagonista è il bergamasco, a tutti gli effetti, Thierry Hassan Konate, classe 1993, attaccante dei galletti ospiti, sostituito al 1’ di recupero sul 2-1 per il Rovetta, prima del gol bresciano del definitivo 2-2.

«Ho sopportato per tutto il match insulti in campo e fuori - ha affermato il giocatore di Clusone -. Non voglio dire che a Esine siano tutti razzisti, perché purtroppo è successo altre volte anche in Bergamasca: è sempre una questione di un piccolo gruppo, non è stata tutta la tribuna. Io ho risposto facendo loro il segno della vittoria, e questo li ha fatti reagire ulteriormente».

Finita qui? No, perché alla fine i bergamaschi denunciano altri insulti di un giocatore di casa a Konate, proprio davanti agli occhi del direttore di gara: il ragazzo nato in Costa d’Avorio racconta di qualche parola di troppo, a sfondo razzista; c’è un principio di reazione, ma i ragazzi di mister Cristan Barzasi lo bloccano prima che le cose possano precipitare. «Purtroppo bisogna imparare a mandare giù, perché quando sento gli insulti penso ai miei compagni e al fatto che reagendo li potrei fare giocare con uomo in meno».

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