Olimpiadi invernali, tris di città?
Milano e Cortina ci provano

L’ultima curva prima del rettilineo finale non chiarisce definitivamente chi alla fine tra Cortina, Milano e Torino rappresenterà l’Italia nella corsa all’assegnazione delle Olimpiadi invernali del 2026.

Una sola, un’accoppiata o una candidatura unitaria? «Restano in piedi tutte le ipotesi, la partita è tutta aperta» spiega il presidente del Coni, Giovanni Malagò, al termine degli incontri andati in scena a Roma con i sindaci delle tre città. «La giornata è andata bene, ho trovato delegazioni disponibili al dialogo e al confronto - aggiunge il capo dello sport all’uscita da Palazzo H -. Ci sono dei punti indicati anche dal Governo sulla disponibilità a capire e valutare se c’è un’ipotesi di una candidatura allargata. Se c’è, bene, altrimenti si va avanti come previsto, questa è la realtà dei fatti».

Insomma, per capire chi alla fine la spunterà si dovrà attendere ancora 48 ore, quando arriverà la votazione definitiva del Consiglio nazionale. «Noi abbiamo seguito un iter chiaro, ci hanno chiesto di candidarci con un nostro dossier e lo abbiamo fatto - ha spiegato il sindaco di Torino, Chiara Appendino, lasciando Palazzo H dopo le oltre due ore passate a discutere nell’ufficio di Malagò assieme al presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino -. Abbiamo spiegato le motivazioni per cui riteniamo opportuno che la città di Torino sia protagonista della candidatura e non stampella di altre città.

Riteniamo il nostro dossier il migliore e adesso spetta al Coni fare tutte le valutazioni necessarie per rispettare la data dell’1 agosto». Giorno in cui si riunirà la Giunta e il Consiglio per scrivere la parola fine dopo aver ricevuto la relazione della commissione coordinata dal segretario generale del Coni, Carlo Mornati, che domani si riunirà per l’ultima volta.

Sul tavolo tutti e tre gli studi di fattibilità, ancora una volta analizzati oggi dai protagonisti, cui Malagò ha ricordato come le chance di successo aumenterebbero con una candidatura il più condivisa possibile. Strada peraltro che Milano si è già detta pronta a percorrere. «Noi pensiamo che la nostra candidatura sia fortissima, ma siamo convinti che potrebbe essere una soluzione anche quella unitaria se si trova la formula giusta - ha dichiarato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala -. Vediamo adesso come la pensano le altre, noi non abbiamo chiuso a ipotesi di collaborazione. Se dovesse venire fuori una soluzione italiana deve però accontentare tutte e tre le città.

Milano comunque capofila? Penso proprio di sì». Possibilista anche Cortina, che a Roma si è presentata col sindaco Gianpietro Ghedina e il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia.

“L’ipotesi di una candidatura unitaria? Se le proposte saranno messe nero su bianco le valuteremo - le parole del governatore -. Poi c’è la partita del nome: se la fai a Cortina e la chiami Milano non funziona. Oggi però c’è stato un utile approfondimento e penso che le prossime 24 ore saranno strategiche e decisive».

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