Tiri liberi sul basket bergamasco
Chi dubita ancora sui playoff?

Indolori i ko di Bergamo e Remer nelle rispettive trasferte di Latina e Trapani. In altre parole nessun rischio-playoff. Coloro che ancora pongono interrogativi sorvolano la rassicurante posizione in classifica dell’effettiva consistenza dei roster di casa nostra.

Giusto, in ogni caso, essere orgogliosi di una salvezza raggiunta con evidente anticipo. Stimolante invece, la sfida a distanza tra le stesse Bergamo e Remer per prevalere nella classifica. A cinque turni dal termine della regular season è Bergamo la meglio posizionata (quarta) di un paio di punti. Poca roba. Ipotizzare, adesso, la formazione vincente non è facile. Le venticinque gare sin qui disputate dicono che cittadini e trevigliesi, potenzialmente, si possono dare una mano o giù di lì.

Certo, la maggior esperienza del collettivo di Bergamo alla lunga potrebbe premiarlo. Occhio, però, alla freschezza fisica dell’ organico della Bassa da usufruirne specie nel finale della prima fase della stagione sportiva. Perché, poi, trascurare in partenza pregi e difetti dei coach? Quanto a «mestiere» e professionalità entrambi si equivalgono. Differenze se ne riscontrano nel modo di disporre i quintetti sul parquet.

Da preferire Vertemati se si opta sul lancio e maturazione dei giovani; viceversa via libera a Dell’Agnello se in possesso di roster con obiettivi da non fallire nell’ immediato. Infine ci sta un confronto sintetico sui general manager: da una parte Valeriano D’Orta, dall’altra Euclide Insogna. Il primo collochiamolo decisamente sul podio tra quelli ingaggiati dal presidente Massimo Lentsch; il secondo non è un caso che da più di 25 anni la sua dirigenza lo blinda con doppio catenaccio.

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