Lunedì 12 Novembre 2012

I cani e i segnali
di pacificazione

Nella sua innata semplicità, il cane, come tanti altri appartenenti al regno animale, ha sviluppato sistemi molto interessanti e, soprattutto, universali per comunicare con i suoi conspecifici.

Saper comunicare, per un animale che vive in un sistema-branco come il cane, e prima ancora per l'animale da cui discende, il lupo è strettamente necessario per garantirgli la sopravvivenza, per gestire le gerarchie e per redimere, anzi spesso per prevenire pericolose tensioni che potrebbero portare a cruente liti, assolutamente non convenienti per nessuno, (basti pensare che se un animale sprecasse il suo tempo e le sue energie azzuffandosi con i suoi simili magari ferendosi o addirittura annientandosi, non avrebbe poi più risorse per procacciarsi il cibo e per difendersi dai pericoli esterni!).

Una bravissima etologa norvegese, Turid Rugaas, in uno studio durato ben dodici anni, ha osservato il sistema di comunicazione dei lupi, ne ha decodificato i segnali e ha poi verificato che anche i cani, nonostante la progressiva e plurimillenaria domesticazione, utilizzano ancora questo "vocabolario", e lo fanno quotidianamente anche nei nostri confronti.
Come comunica quindi il nostro cane? Vi è mai capitato di provare ad interpretare qualche suo gesto, qualche sua postura che mette in pratica magari soltanto in determinate circostanze?

Per farvi capire cosa intendo, vi porto un esempio che utilizzo spessissimo nel mio lavoro di Educatore Cinofilo: anni fa in famiglia avevamo un tostissimo schnauzer nano, Axel, tutto nero (specifico subito il colore del mantello perché, vedrete, è importante). Non sono mai riuscito a fotografarlo da vicino: ogni volta che mi avvicinavo con la macchina fotografica per ritrargli i suoi bei baffoni, automaticamente girava la testa. Spostavo la fotocamera e allora tornava a guardarmi leccandosi subito il naso, ma se ci provavo nuovamente, ecco che rigirava la testa…

Logico, capivo che non gli andava, quello che non sapevo è che stava comunicando con me nella sua "lingua", utilizzando molto correttamente due "segnali di pacificazione" -detti anche "segnali calmanti"-: girare la testa e leccarsi il naso (quest'ultimo utilizzato ancor di piu' dai cani dal mantello nero o molto scuro in quanto la lingua, che nella maggior parte dei cani è di colore rosa, e' molto ben visibile).

Per questo motivo è molto importante per chiunque possegga un cane imparare a riconoscere questi segnali. Un buon Educatore Cinofilo, che imposta il proprio lavoro partendo dal rapporto tra cane e proprietario, deve insegnarvi ad interpretarli correttamente. Non necessariamente infatti il cane si lecca il naso per comunicarci qualcosa, bisogna saper discernere quando ciò rappresenta un segnale da quando invece si tratta di una leccatina di routine.

I segnali di pacificazione sono tantissimi, si va da quelli sopra citati ad altri, quali immobilizzarsi, sedersi, frapporsi tra noi, alzare una zampetta (tipico di quando lo sgridiamo perché ha combinato qualcosa). Alcuni sono meno riconoscibili e individuabili, quali schioccare le labbra o sbattere le palpebre, ma non meno importanti nell'utilizzo di questo superlativo canale di comunicazione che i cani hanno sviluppato e che, ripeto, utilizzano anche nei nostri confronti.

Ma come possiamo imparare ad interpretarli correttamente? Come già detto poco sopra, gli Educatori Cinofili sono sicuramente i migliori referenti da chiamare in causa, ma possiamo apprendere molto anche osservando attentamente i cani che interagiscono tra loro, meglio ancora se liberi nelle aree a loro destinate. Cominciate da lì, perché potrete meglio cogliere l'importanza di un segnale dato in un determinato momento rispetto ad atteggiamenti simili che nulla però hanno a che fare con un reale scambio comunicativo.

Anche Internet può darvi tanto, youtube racchiude davvero tanti filmati che riproducono queste situazioni, inoltre esistono libri e DVD sul tema facilmente reperibili on-line ma anche nelle tradizionali librerie.
Saper riconoscere questo "linguaggio" ci permette non solo di entrare ancor di più in sintonia con il nostro amico peloso, ma di metterci eventualmente anche al riparo da situazioni potenzialmente a rischio. Basti pensare che prima di arrivare al morso, a parte alcuni casi in cui sono presenti evidenti problemi di aggressività, il cane attua una scala di segnali che dovrebbero metterci in preallarme ma che troppo spesso ignoriamo, confondiamo, o semplicemente "non ci facciamo assolutamente caso".

Paolo Bosatra
educatore cinofilo
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a.ceresoli

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