Chiesa/ Basta con i funerali troppo chiassosi: vietato il corteo

Chiesa/ Basta con i funerali troppo chiassosi: vietato il corteo Il parroco di Lissone: momento di preghiera. Sindaco contrario

Milano, 11 nov. (Apcom) - Basta con i cortei funebri. A Lissone da lunedì parenti e conoscenti non accompagneranno più il caro estinto nel suo ultimo viaggio perché ormai questo antico rito si è trasformato da momento di raccoglimento a occasione per fare chiacchiere. La decisione è stata presa una decina di giorni fa dal direttivo del consiglio pastorale, come ha tenuto a chiarire il parroco della cittadina brianzola, don Pino Caimi. "I funerali non sono i cortei funebri - ha scandito ad Apcom - in quell'ultimo viaggio si vuole pregare e non si tratta di togliere qualcosa ma di mettere qualcosa in più". "Ad ottobre abbiamo chiesto ai fedeli di esprimere un parere sulla abolizione dei cortei funebri - prosegue - poi la questione è approdata nel consiglio pastorale e alla fine il direttivo che riunisce i rappresentanti delle istituzioni religiose ha preso la decisione".Don Pino Caimi difende la decisione presa dalla comunità cristiana di Lissone. "La Chiesa cristiana vuole seguire la gente nell'ultimo momento della morte con la preghiera, con la religiosità più profonda. Del resto non siamo l'unica parrocchia ad aver deciso di eliminare i cortei funebri". Come don Caimi anche il sindaco di Lissone, Ambrogio Fossati, non ci sta a passare per "l'oltranzista tradizionalista", come dice di essere stato raffigurato oggi dalla stampa. Per questo ci tiene anche lui a chiarire che la decisione presa dal consiglio pastorale e comunicatagli circa dieci giorni fa da don Pino è solo "un adeguamento della Chiesa ai tempi. Un tempo la prima messa si celebrava alle 4.30 del mattino - dice ad Apcom - oggi la prima messa inizia molto più tardi".Per certo, però, al sindaco leghista di Lissone sembra "riduttivo" spiegare questa decisione alla comunità di fedeli della cittadina brianzola con il semplice fatto che ci fosse troppo "cicaleccio". "Giustamente sono loro i ministri di Dio ed è competenza loro decidere. Io posso solo prenderne atto - dichiara - dico solo però che la motivazione data mi sembra riduttiva".Mlo/Sarnov 09

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