Lunedì 19 Aprile 2010

Champions/ Mourinho: Inter-Barca non è una finale anticipata

Roma, 19 apr. (Apcom) - Inter-Barcellona non sarà una finale anticipata, perché "l'unica finale vera" è quella che a maggio a Madrid assegnerà la Champions League. E non è tutto. Perché di luoghi comuni Josè Mourinho non ne vuole sentire parlare, meno che mai alla vigilia della sfida contro la corazzata catalana: "Il Barcellona è la squadra più forte del mondo? Vedremo", ha detto il tecnico portoghese dell'Inter misurando i suoi silenzi eloquenti, "di solito la squadra più forte è quella che vince la competizione più prestigiosa". Allo Special One, insomma, non vanno giù i cliché sulla doppia semifinale. Così, quando gli si chiede un parere sui pronostici favorevoli ai campioni d'Europa, Mourihno replica a modo suo: "Lo capisco, non mi offende, ma io dico 50 e 50", dice replicando le percentuali già snocciolate prima della doppia sfida con il Chelsea. Il Barcellona merita rispetto insomma, ma l'Inter di Mourinho non si avvicina ai 180 minuti contro Leo Messi e soci con timore reverenziale: "Negli ultimi quattro mesi e mezzo ho visto zero minuti del Barcellona. Negli ultimi 15 giorni ho visto due volte le sfide della fase a gironi e qualche altra partia. Lavoro normale", ha detto in conferenza stampa. Il Barcellona, insomma, a conti fatti è un altro ostacolo da superare nel cammino verso la finale. E l'Inter cercherà di superare quella che a molti sembra una montagna senza cambiare nulla della filosofia del suo allenatore. "Messi? Non sappiamo dove giocherà, ma sappiamo che è un giocatore importante che ha bisogno di un'attenzione importante. Ma per cultura mia", ha detto Mou, "non esiste la marcatura a uomo, non sarà Messi contro uno e dieci contro dieci. Anche se lui merita un'attenzione speciale". Gabbia o altri accorgimenti tattici? Si vedrà domani, perché di scelte tecniche Mourinho non ha parlato: "Sneijder più tre punte? One million dollar question....anche a me piacerebbe sapere come giocheranno loro", ha risposto Mourinho elencando tutti i possibili assetti della difesa del Barcellona, "ma purtroppo Pep (Guardiola; ndr) non mi chiama per dirmelo e non lo dice in conferenza stampa". Mourinho ha commentato l'annata dell'Inter parlando di una "stagione spettacolare": "Ma bisogna aspettare fino alla fine per dire se sono soddisfatto", ha detto il tecnico nerazzurro, "io ho bisogno di qualcosa in più. Non sono mai stato per il quasi, nella mia carriera ci sono tre o quattro quasi. La mia carriera è più piena di fatti che di quasi. Possiamo arrivare con tre, con due, con uno o con zero. Tra zero e tre titoli c'è grande differenza, ma la differenza la fanno i dettagli". Mourinho ha infine evitato le voci che lo vorrebbero vicino alla panchina del Real Madrid inviando comunque messaggi di stima al club castigliano. "Io sono l'allenatore dell'Inter e ho un contratto, il Real ha un allenatore bravo e non posso dire nulla. Il mondo del calcio oggi è pieno di informazione e controinformazione, di cose vere, vere per metà e bugie. Io devo giocare il campionato, la coppa e la Champions con partite decisive ogni tre giorni. Non possiamo sbagliare, sono troppo impegnato per pensare ad altro". Poi l'occhio strizzato al Real: "Il Barcellona potrebbe festeggiare nel loro stadio? Il Real Madrid è troppo grande per essere felice per un insuccesso di altri. E' una società che deve essere felice per i suoi successi", ha detto Mourinho.

Grd-Caw

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