Mercoledì 19 Maggio 2010

Intercettazioni/Ddl al rush finale, nella notte ok a norme chiave

Roma, 19 mag. (Apcom) - Il ddl sulle intercettazioni potrebbe essere approvato dalla commissione Giustizia del Senato nella seduta pomeridiana di oggi, in programma alle 14.30, dopo che nella lunga seduta notturna, conclusasi alle 3.40 del mattino, sono stati approvati dalla maggioranza alcuni emendamenti chiave per il provvedimento. "Restano da esaminare - spiega Luigi Li Gotti, capogruppo dell'Idv in commissione - una cinquantina di emendamenti, non è escluso che bastino un paio d'ore". La commissione ha dato l'ok in nottata all'emendamento cosiddetto 'D'Addario' che proibisce le registrazioni e le riprese effettuate senza il consenso dell'interessato (pene fino a quattro anni di carcere per i trasgressori), ma con l'eccezione garantita da un emendamento dell'opposizione che garantisce ai professionisti dell'informazione la possibilità di esercitare il diritto di cronaca. La pubblicazione delle intercettazioni destinate alla distruzione o ritenute non rilevanti per l'indagine è punita con il carcere da sei mesi a tre anni, mentre la pena per chi rivela atti di indagine coperti da segreto, e per il giornalista che li pubblica è salita a un massimo di sei anni (era di cinque anni nel testo approvato ala Camera). Quindi per perseguire questo reato i magistrati potranno predisporre delle intercettazioni. Nel corso del processo, infine, una qualsiasi parte coinvolta (anche un consulente) potrà non solo rifiutare di essere ripresa personalmente ma anche impedire qualsiasi ripresa dell'aula e del procedimento in generale. "C'è una limitazione fortissima - accusa Li Gotti - di questo strumento d'indagine, diventano quasi impossibili le intercettazioni ambientali. Allargata anche l'inutilizzabilità anche per vizi formali come il ritardo di una notifica. Un intervento devastante, con un rischio fortissimo di incostituzionalità nel punto in cui stabilisce che non si possano citare se non per cenni generici le intercettazioni nelle ordinanze di custodia cautelare. Si va a incidere sul diritto dell'arrestato a conoscere le motivazioni del provvedimento: potrebbe essere interrogato prima che l'avvocato gli abbia procurato il fascicolo riservato sulle intercettazioni".

Red/Bar

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