Venerdì 04 Giugno 2010

M.O./Gaza: Israele potrebbe alleggerire blocco, apre a inchiesta

Roma, 4 giu. (Apcom) - Dopo avere fatto 'muro' contro la richiesta di un'indagine internazionale, Israele sembra avere aperto uno spiraglio alla possibilità di un'indagine interna indipendente sul sanguinoso blitz di martedì, concluso con la morte di almeno dieci persone. Intanto in serata, le tv israeliane hanno annunciato che il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, sarebbe pronto ad alleggerire il blocco imposto alla Striscia. Secondo la televisione pubblica, il primo ministro potrebbe permettere a delle navi mercantili di raggiungere il territorio palestinese, a patto di accettare le ispezioni delle autorità israeliane. Secondo il canale 10, una tv privata, Israele potrebbe proporre l'idea di una cooperazione internazionale per ispezionare i carichi e consentirne il passaggio. L'apertura sull'inchiesta è una prima reazione positiva alle pressioni di parte della comunità internazionale, che ha sostenuto la necessità di fare piena luce sull'assalto alla "Flottiglia Freedom" che trasportava aiuti alla popolazione palestinese di Gaza. Con qualche distinguo tra le singole posizioni. Ad esempio quello ribadito dell'Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza europea, Catherine Ashton, che continua a insistere sul "carattere internazionale di questa inchiesta". Il ministro degli Esteri israeliano, Avigdor Lieberman, dunque, si è espresso favorevolmente sulla proposta degli Stati Uniti di avviare un'inchiesta indipendente e di associarvi un osservatore Usa. "Abbiamo giuristi eccellenti e uno di loro ha già dato la sua disponibilità a prendere la guida della commissione. E se vogliono includervi un membro internazionale di qualche tipo, va bene anche questo", ha concluso Lieberman. "Un membro internazionale di qualche tipo" potrebbe anche essere un rappresentante del Quartetto, non necessariamente americano e non necessariamente uno soltanto. Come richiesto, tra gli altri, dalla cancelliera Angela Merkel e dal ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini. Nel giorno del rientro in Italia degli attivisti tenuti per tre giorni in stato d'arresto in Israele ("Il nostro rapimento in acque internazionali è stato fatto per scoraggiare gli aiuti: noi siamo però pronti a partire per Gaza quanto prima, forse in due mesi, e non con sette ma 20 navi", ha detto una di loro, la giornalista Angela Lano), Frattini ha anche auspicato "la riapertura delle frontiere di Gaza".

Aqu-Coa

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