Martedì 31 Agosto 2010

Bratislava il giorno dopo: per strage Rom non escluso razzismo

Roma, 31 ago. (Apcom-Nuova Europa) - In una Slovacchia sotto choc per quanto avvenuto ieri a Bratislava - l'uccisione di sette persone tra cui un bimbo di 12 anni da parte di un 48enne che poi s'è tolto la vita - si cerca di capire il movente che ha portato Lubomir Harman a mettersi a sparare per strada. E gli inquirenti, visto che sei delle sette vittime sono appartenenti alla minoranza rom, non escludono che dietro la strage vi siano motivazioni razziste. "Stiamo indagando su tutte le ipotesi", ha affermato il ministro degli Interni Daniel Lipsic in una conferenza stampa. Secondo quanto se ne sa, Harman aveva già espresso la sua insoddisfazione per i vicini troppo rumorosi e questo potrebbe aver fatto scattare la molla della follia che l'ha portato a prendere due pistole e un fucile automatico e sparare ad alzo zero per strada. A Bratislava, il giorno dopo, non ci si riprende ancora dalla paura. "E' stato come una guerra, io ho avuto molta fortuna", racconta alla France Presse una donna, Jolana Lazukova, che racconta come l'ha scampata bella. Harman è prima entrato nell'appartamento di una famiglia rom di cinque persone, quattro donne e un bambino di 12 anni, uccidendo tutti. Poi ha abbattuto un sesto membro della stessa famiglia e una donna di 52 anni che era dentro la sua casa ed è stata colpita da un proiettile entrato dalla finestra. Harman non era sposato, viveva solo, era disoccupato e incensurato, ha spiegato oggi la polizia. Aveva il porto d'armi. La gente che vive nel quartiere, costruito nel 1980 e oggi degradato, tendono a pensare che le motivazioni del massacro siano state razziste. Dicono che la famiglia massacrata "aveva una cattiva reputazione ed era rumorosa". Altri, però, spiegano che Harman aveva già in passato mostrato problemi mentali. "Non lo conoscevo come tiratore, comunque la gente lo conosceva come un matto. Portava un mantello in estate e pantaloncini corti d'inverno Cantava per la strada", racconta Jaro, un uomo che abita di fronte alla casa dello sparatore.

Mos

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