Martedì 31 Agosto 2010

Tesoro/Da ex Dpef a nodo nomine,i dossier sul tavolo di Tremonti

Roma, 31 ago. (Apcom) - Conclusa la pausa estiva e archiviata la manovra biennale da 25 miliardi di euro il ministero dell'Economia con il suo titolare Giulio Tremonti si rimette al lavoro per la messa a punto dei due più urgenti adempimenti previsti dalla nuova legge di contabilità, il Dfp cioè l'ex Dpef e la nuova legge di Stabilità che ha mandato in soffitta la vecchia Finanziaria. Sul tavolo del responsabile di via Venti Settembre anche altri importanti dossier: dal federalismo fiscale alla delicata partita delle nomine, dal fisco alla questione meridionale. Molti anche i nodi della manovra rimasti irrisolti, come i tagli alle Regioni, le quote latte e i pedaggi autostradali. Ma sull'agenda economica del governo per l'autunno pesa l'incognita della situazione politica che potrebbe bloccare o rallentare gli interventi. DFP (EX DPEF): con la riforma della legge di contabilità, l'ex Dpef - il documento di programmazione economica e finanziaria con le linee programmatiche della politica economica del governo e il quadro delle stime macroeconomiche - diventa Dfp (decisione di finanza pubblica). Non si dovrà più presentare a luglio, ma entro il 20 settembre. C'è attesa per le nuove previsioni che dovrebbero tenere conto degli effetti dell'ultima manovra economica costruita per centrare gli obiettivi, concordati con la Ue, di un deficit al 3,9% nel 2011 e del 2,7% nel 2012 dal 5% di quest'anno. Per quanto riguarda la crescita, si capirà se l'esecutivo stima una ripresa all'orizzonte. Le ultime previsioni della Relazione unificata di maggio indicavano una crescita del Pil per il 2010 all'1%, all'1,5% per il 2011 e al 2% per il 2012. LEGGE DI STABILITA': addio alla vecchia Finanziaria che diventa legge di Stabilità che dovrà essere presentata entro il 15 ottobre. Il provvedimento, secondo quanto disposto dalla riforma della legge di contabilità, sarà soltanto tabellare e non conterrà riforme o misure per lo sviluppo. Queste norme vengono rinviate ai provvedimenti collegati che dovranno arrivare entro febbraio. Nelle intenzioni del ministro Tremonti tale impostazione servirà a stoppare gli appetiti dei parlamentari ed evitare gli assalti alla diligenza. NOMINE: alla ripresa dei lavori il governo non potrà più tergiversare su alcune nomine rimaste vacanti da mesi, a partire da quella del ministro dello Sviluppo economico dopo le dimissioni di Claudio Scajola lo scorso 4 maggio e il successore di Lamberto Cardia alla guida della Consob. A capo del dicastero di via Veneto veniva ormai data per scontata la nomina di Paolo Romani, poi stoppata dopo lo scontro tra il premier, Silvio Berlusconi e il presidente della Camera, Gianfranco Fini. In pole position per il vertice della Consob, invece, c'è da settimane l'attuale presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà. Anche la sua nomina tuttavia non è ancora arrivata pur sembrando in più casi imminente. (Segue)

Gab

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