Lunedì 15 Novembre 2010

Gli Usa sono stati un "rifugio sicuro" per criminali nazisti

Roma, 15 nov. (Apcom) - Gli Stati Uniti sono stati un un "rifugio sicuro" per criminali nazisti dopo la Seconda guerra mondiale: è questa la scioccante verità contenuta in un lungo rapporto (ben 600 pagine) che il Dipartimento alla Giustizia di Washington ha cercato di tenere chiuso nel cassetto per quattro anni. Lo rivela oggi il New York Times, che ha ottenuto una copia di questo documento che racconta anche i conflitti decennali con altri paesi, in gran parte sconosciuti, sul destino dei criminali di guerra detenuti negli Usa e all'estero. Le informazioni più imbarazzanti contenute nel rapporto, rivela il New York Times, riguardano il coinvolgimento della Central Intelligence Agency (la Cia) nell'emigrazione all'estero di criminali nazisti. Già in passato studiosi e precedenti rapporti governativi avevano trattato questa spinosa questione, ma il rapporto del Dipartimento alla Giustizia - scrive il New York Times - va ben oltre nella sua denuncia, svelando il livello di complicità degli Usa in queste operazioni, e parlando apertamente di "collaborazione del governo con i persecutori". "L'America - si legge ad esempio nel rapporto -, orgogliosa di essere stata un rifugio sicuro (un 'safe haven') per i perseguitati, è diventata - in certa misura - un rifugio sicuro anche per i persecutori". Il rapporto dà conto dei fallimenti e dei successi ottenuti dallo stuolo di giuristi, storici e investigatori impiegati nell'Office of Special Investigations (Osi) del Dipartimento alla Giustizia, un ufficio creato appositamente nel 1979 per occuparsi dell'espulsione di criminali nazisti dagli Stati Uniti. Tra i casi citati nel documento c'è ad esempio quello risalente al 1954 di Otto Von Bolschwing, un uomo legato ad Adoplh Eichmann, che aveva contribuito a sviluppare i piani inziali per "ripulire la Germania dagli ebrei" e che successivamente lavorò negli Stati Uniti per la Cia. Nel 1981, riferisce il New York Times, il Dipartimento alla Giustizia provò quindi a espellerlo dal paese dopo aver appreso dei suoi legami con il passato regime nazista, ma quello stesso anno Von Bolschwing morì all'età di 72 anni.

Plg/

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