Giovedì 20 Gennaio 2011

Ruby/Dal Csm: Accuse premier a pm inquietanti,democrazia rischia

Roma, 20 gen. (TMNews) - Parole "inquietanti", "molto violente", che mettono "a rischio l'assetto democratico dello Stato". Sono preoccupate le reazioni che si registrano tra i consiglieri del Csm il giorno dopo il nuovo duro attacco del presidente del Consiglio ai pm di Milano che indagano sul caso Ruby. Accuse che piovono proprio mentre a Palazzo dei Marescialli il plenum è bloccato dalla protesta dei laici di centrodestra proprio su una pratica a tutela di un altro pm di Milano finito nel mirino del premier, impasse sbloccata soltanto con il rinvio del voto. Ma le nuove dichiarazioni di Berlusconi sconcertano non poco i rappresentanti dell'organo di autogoverno della magistratura che, seppure con toni diversi, comunque reagiscono. Rimanda alle sue dichiarazioni di ieri il vicepresidente Michele Vietti, che aveva definito "grave e infondato" accusare i pm di "sovvertire l'ordine democratico". E a chi gli chiede se l'ultimo duro attacco di Berlusconi non richieda l'intervento del presidente della Repubblica, il numero due dell'organo di autogoverno delle toghe risponde: "Il capo dello Stato è presidente del Csm, il vicepresidente non può interloquire su quello che può fare e non fare". (Segue)

Arc/Ral

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