Giovedì 20 Gennaio 2011

Vallanzasca rischia benefici di pena dopo minacce a carabinieri

Roma, 20 gen. (TMNews) - Comportamenti arroganti e altezzosi, minacce e insulti agli agenti della polizia penitenziaria, gravi infrazioni disciplinari, violazioni sistematiche dei regolamenti interni del carcere e delle disposizioni dei direttori. Ce ne sarebbe abbastanza per revocare, da tempo, i benefici di pena dei quali gode, ma invece Renato Vallanzasca (quattro ergastoli e 260 anni di reclusione, ndr.) in carcere può permettersi di tutto, compreso l'ultimo episodio: insultare e minacciare i carabinieri che, la scorsa vigilia di Natale, lo avevano raggiunto per un controllo in un hotel a Mondragone, dove Vallanzasca era giunto per passare una settimana di licenza. La denuncia è contenuta in una lettera inviata dal Sinappe (Sindacato nazionale della polizia penitenziaria) al Ministero della Giustizia. A Mondragone "con una sorprendente quanto inaccettabile prepotenza, accompagnata dall'uso di parole oltraggiose", Vallanzasca "riferiva ai militi dell'Arma di non essere un detenuto da quattro soldi, pretendendo altresì di non essere controllato assiduamente dalle forze di polizia, in particolar modo in certi orari che potessero arrecargli disturbo". In caso contrario "la minaccia di rivolgersi ai mass media per denunciare quella che, a suo giudizio, sarebbe una forma di persecuzione". Ora Vallanzasca (che da dicembre 2009 è detenuto a Bollate, ndr.) rischia davvero la revoca dei benefici di cui gode, tra i quali quello di lavorare fuori dal penitenziario e di rientrare in cella solo per passare la notte.

Sav

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