Giovedì 21 Aprile 2011

Usa/ Show di Obama su Facebook, Zuckerberg moderatore

New York, 21 apr. (TMNews) - Hanno vinto entrambi. Mark Zuckerberg, che ha accresciuto il prestigio del suo social network, ospitando niente meno che il presidente degli Stati Uniti. E Barack Obama, che ha raggiunto un'ampia fetta di pubblico votante, composta da giovani, istruiti e tecnologicamente avanzati. Il rapporto privilegiato tra il fondatore di Facebook e il presidente fa comodo a tutti e due: la società di Palo Alto ha interesse a intensificare i suoi legami con la stanza dei bottoni, per tutelare al meglio gli interessi di una "creatura" che le ultime valutazioni danno a 50 miliardi di dollari. Al presidente degli Stati Uniti fa comodo stabilire un canale preferenziale con il social network da 600 milioni di utenti, che può recitare un ruolo di rilievo in ogni campagna elettorale. Il feeling tra numeri uno è affiorato chiaramente nel corso della diretta streaming dal quartier generale di Facebook in California. Zuckerberg si è sforzato di interpretare l'inedito ruolo di moderatore imparziale dell'incontro, ma non ci è riuscito fino in fondo. Obama gli si è rivolto a lui con la confidenza e la bonarietà che si riserva a un fratello minore (il presidente ha 50 anni, 24 in più) e per tutta la durata dell'evento lo ha chiamato amichevolmente "Mark". Il numero uno di Facebook, in scarpe sportive sotto al completo blu, si è prestato alla perfezione, per quanto un po' impacciato e piuttosto accomodante con l'ospite d'onore. All'inizio, quando si è trattato di rompere il ghiaccio e presentare l'evento, il padrone di casa si è emozionato. Ha sbagliato un paio di battute, ma si è ripreso immediatamente ammettendo: "Sono nervoso, non capita tutti i giorni di ricevere il presidente degli Stati Uniti". Peraltro si conoscevano già: Zuckerberg era stato ospite con Obama a una cena privata il mese scorso proprio nella Silicon Valley, insieme ad altri grandi nomi del settore tecnologico come Steve Jobs di Apple. All'ingresso di Obama sono partiti gli applausi della platea, formata da un pubblico giovane, multietnico e in abiti piuttosto informali. In una parola: un pubblico "normale". Il presidente ha sorriso, stretto le mani dei ragazzi in prima fila ed è rimasto subito in camicia: "So che per te è molto dura indossare la giacca, quando ci siamo visti la prima volta stavi sudando, togliamocela anche stavolta", ha detto Obama al suo interlocutore. Le domande non sono state incalzanti ed è mancato il brivido dell'immediatezza. I quesiti sono stati posti dallo stesso Zuckerberg e dal pubblico in sala, o sono stati selezionati tra i numerosi post lasciati nei giorni scorsi sulla pagina Facebook dell'evento. Obama, interrotto molto di rado, ha potuto giocare sul velluto e riproporre discorsi già sentiti nelle giornate passate. Tra battute e qualche ammiccamento ai giovani, il presidente americano è tornato sulla necessità di ridurre il deficit di 4.000 miliardi nei prossimi 12 anni, tagliando le spese e intervenendo sull'assistenza sanitaria e su quella sociale. Obama ha ripetuto che è arrivato il momento di chiudere con l'era dei tagli alle tasse ai più ricchi, e rivolgendosi al numero uno nella classifica dei giovani miliardari Usa ha detto: "Gli aumenti riguardano quelli come te, Mark, ma so che a te non dispiace". "A me va benissimo", è stata la risposta di Zuckerberg. Un siparietto simpatico, che per Obama può essere valso più di molti spot elettorali.

A24/Coa

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