Domenica 12 Giugno 2011

Siria/ Scontri ad al Shughur, Londra sollecita condanna Onu

Roma, 12 giu. (TMNews) - Si combatte ad Jir al Shughur, nel nord-ovest della Siria, dove le truppe del regime hanno fatto irruzione dopo un bombardamento di 24 ore. Alcune divisioni dell'esercito hanno evacuato l'ospedale nazionale dai gruppi armati presenti in città, mentre violenti scontri a fuoco sono in corso anche nella periferia. Due uomini sono stati uccisi, molti altri sono stati fermati, ha fatto sapere la televisione siriana, nelle stesse ore in cui un vero e proprio esodo è in corso verso la Turchia. Almeno 5.000 profughi, la maggior parte fuggiti proprio da al Shughur, hanno raggiunto i campi allestiti nel sud del territorio turco. Intanto continuano a levarsi voci contro il regime di Bashar al Assad in occidente. Il ministro britannico degli affari Esteri ha chiesto oggi all'Onu di assumere "una posizione chiara" con una risoluzione che condanni la repressione violenta imposta dalle forze governative ai movimenti di opposizione. Secondo Hague, comunque, le possibilità di ottenere una simile risoluzione del Consiglio di sicurezza sono "sul filo del rasoio", anche a causa della forte opposizione in particolare del Libano. Da parte sua, intanto, la Casa Bianca ha accusato la Siria di avere causato una "crisi umanitaria" nel paese reprimendo con il sangue il movimento di protesta contro il regime. Washington ha anche lanciato un appello a Damasco a permettere l'accesso di aiuti sanitari alle persone più bisognose. "L'offensiva del governo siriano nel nord della Siria ha creato una crisi umanitaria", ha dichiarato la Casa bianca in un comunicato. "Gli Stati Uniti invitano il governo siriano a mettere fine a queste violenze, e a dare al Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr) l'accesso immediato e senza ostacoli a questa regione", ha aggiunto. "Se i dirigenti libici non offriranno questa opportunità, mostreranno ancora una volta che cosa pensano della dignità del popolo siriano", ha spiegato la Casa Bianca. Anche il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, è intervenuto sulla delicata situazione siriana, esprimendo nuovamente la sua "profonda tristezza e inquietudine" per la situazione in Siria dove "tante persone stanno perdendo la vita". "Ho fatto molte dichiarazioni e ho parlato numerose volte con il presidente (Bashar al Assad, ndr) per dirgli che deve adottare misure immediate e decisive ed ascoltare il suo popolo. Provo una profonda tristezza di fronte alla morte di tante persone" ha detto il leader dell'Onu. E un'analoga posizione è stata espressa dall'Alto rappresentante Ue per la politica estera, Catherine Ashton. "Deploro l'escalation nell'impiego della forza brutale contro i manifestanti in Siria negli ultimi giorni", ha dichiarato, chiedendo "il rilascio di tutti coloro che sono stati arrestati a seguito delle manifestazioni" di protesta "così come di tutti gli altri prigionieri politici che restano in carcere malgrado le recenti amnistie annunciate dal presidente" Bashar al Assad. "Coloro che sono responsabili di violenze e morti dovranno renderne conto", ha aggiunto la diplomatica europea.

Coa

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