Domenica 21 Agosto 2011

Crisi/ E sulla politica tutta piomba la strigliata di Napolitano

Roma, 21 ago. (TMNews) - Alla vigilia dell'inizio dell'iter parlamentare della manovra e dopo giorni di acceso dibattito sulla crisi economica, con continui rimpalli di responsabilità e affermazioni puntualmente seguite da smentite circa le misure da adottare, sulla politica tutta piomba la strigliata di Giorgio Napolitano. Il capo dello Stato parla all'inaugurazione del meeting di Cl a Rimini in quella che è la sua prima uscita pubblica dopo le vacanze a Stromboli, prematuramente interrotte dall'emergenza conti pubblici. Parla con tono più che mai determinato, il presidente della Repubblica, evidentemente deciso a lasciare il segno sul modo in cui l'Italia sta affrontando la crisi, fermo restando il ruolo del Parlamento che dovrà esaminare la manovra e decidere. La prima stoccata è per il governo che ha "semplificato in modo propagandistico e consolatorio" le conseguenze della crisi economica. Ma non passa nemmeno un minuto che arriva la lavata di capo anche per l'opposizione, troppo impegnata a dire sempre che "è tutta colpa del governo". La verità è che l'Italia sta arretrando da "20 anni", in termini di crescita, aumento del debito pubblico, prospettive per i giovani, futuro. Servono dunque "oggettività, misura nei giudizi, apertura alle voci critiche", dice Napolitano a tutte le parti in causa, comprese quelle sociali, che devono "proiettarsi oltre i pur legittimi interessi settoriali". La politica reagisce scaricando le responsabilità sul fronte avverso. E Sergio Marchionne, presente a sorpresa tra gli ospiti del meeting di Rimini, ha buon gioco ad esprimere apprezzamenti per il capo dello Stato: "Del suo discorso non cambierei una virgola". Il capogruppo del Pdl Cicchitto giudica come "vera" l'analisi di Napolitano, ma ci tiene a precisare che "il governo si è impegnato a evitare il peggio" e che il debito pubblico arriva dal lontano passato. Dunque, il monito è da riferirsi "soprattutto all'opposizione". Di contro, dall'Idv se la prendono con l'esecutivo che "finora ha irriso le nostre proposte", è ora che "le prendano in considerazione per tagliare i costi della politica e colpire l'evasione", dice il capogruppo al Senato Belisario. Parlando alle tv da Rimini, il vicesegretario del Pd Enrico Letta ribadisce le accuse dal governo: "Martedì presenteremo la contromanovra. Se il governo continua a mettere in campo ipotesi una opposta all'altra e cerca di fare maggioranza e opposizione al suo interno, il dialogo salta..." Da domani inizia una settimana caldissima per la politica e non solo per le temperature torride. Saranno giorni di incontri e convocazioni per maggioranza e opposizione. Domani in particolare è giornata cruciale per la Lega che, nella riunione di segreteria in via Bellerio, dovrebbe decidere la linea: se quella di Bossi, contrario - almeno finora - a interventi sulle pensioni; o quella di Maroni, più irritato per i tagli agli enti locali. In serata il leader del Carroccio dovrebbe relazionare al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che ha passato il weekend ad Arcore a "lavorare" per la soluzione dei tanti rebus che affliggono la maggioranza di governo. Uno su tutti, il nodo pensioni. E' su questo che si insiste, per vincere le resistenze della Lega. E' su questo che il Pd mostra timide aperture, mentre si dice nettamente favorevole il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini. Martedì il segretario Pier Luigi Bersani presenterà il contro-piano del suo partito. E sempre martedì il segretario del Pdl vedrà i frondisti che chiedono modifiche alla manovra, non solo Crosetto e i suoi, ma anche i rappresentanti pidiellini negli enti locali, il governatore della Lombardia Roberto Formigoni e il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Domani una capigruppo al Senato deciderà il calendario dei lavori che dovrebbe confermare l'arrivo del dl anti-crisi in aula per il 5 settembre, senza fiducia, almeno per ora.

Mau

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