Giovedì 27 Ottobre 2011

Penelope Cruz: Lavorare con Castellitto è come vincere lotteria

Roma, 27 ott. (TMNews) - E' Penelope Cruz la prima star del Festival Internazionale del Film di Roma di quest'anno: è arrivata per incontrare il pubblico nella serata di preapertura insieme a Sergio Castellitto, che la sta dirigendo in questi giorni in "Venuto al mondo", il film tratto dall'omonimo romanzo di Margaret Mazzantini, con Emile Hirsch. "Lavorare qui, con Sergio, e interpretare il personaggio di Gemma per me è stato come vincere la lotteria. Anche se lavoriamo molto e il film è duro e complicato, ogni giorno mi sveglio con il sorriso", ha dichiarato l'attrice. La Cruz era già stata diretta da Castellitto nel 2004 nel film "Non ti muovere", sempre tratto da un romanzo della Mazzantini; questa volta interpreta il ruolo di una donna, Gemma, sullo sfondo della guerra in Bosnia e dell'assedio di Sarajevo. "Questi due libri mi hanno cambiato come donna e come artista. Sento una grande responsabilità nell'interpretare questo nuovo personaggio, è il più interessante che mi sia capitato, ci sto mettendo tutta la mia passione" ha affermato la Cruz. Nell'incontro con la stampa, a cui hanno partecipato anche la Mazzantini e Hirsch, lo scambio di complimenti tra l'attrice spagnola e Castellitto è stato continuo: "E' un privilegio incontrare un talento come quello di Penelope" ha affermato Castellitto, sottolineando che il loro sodalizio è legato soprattutto dalle parole dei due libri che hanno ispirato i film. La Cruz si è detta soprattutto sorpresa dalla generosità di Castellitto sul set: "Ti lascia libero ma non ti lascia solo e cento volte al giorno passa dal ruolo di regista a quello di attore, come fosse un balletto: mi chiedo come faccia, perché io alla fine delle riprese sono distrutta". Alla domanda su come la maternità abbia cambiato la sua vita la Cruz ha risposto però glissando: "Ogni esperienza ti fa crescere, quella di diventare madre è la più forte che una donna possa avere. E' interessante che proprio oggi mi sia capitato il ruolo di una donna come Gemma, che cerca in ogni modo un figlio". Il film è girato in parte in Italia in parte a Sarajevo, una città che secondo Castellitto comunica "calore, pena, rabbia per ciò che è accaduto: perché lì non c'è stata una guerra, ma un assedio dove sono stati uccisi bambini". E Castellitto conclude l'incontro con una battuta: "Comunque è più facile girare a Sarajevo che a Roma: lì si ottengono i permessi in maniera molto più rapida".

Fla

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