Sabato 26 Novembre 2011

Marocco/ Analista: Islamici al potere, è stato voto di rottura

Rabat, 26 nov. (TMNews) - Quello espresso ieri dagli elettori in Marocco "è stato un voto di rottura con il passato": la primavera araba ha certamente avuto i suoi effetti anche in Marocco, "ma la gente ha reagito soprattutto a un contesto politico locale". E' questa la lettura del voto che ha dato oggi Driss Aissaoui, analista politico di Rabat, conversando con alcuni giornalisti italiani. "E' stato un voto di reazione alla classe politica che, negli anni, ha solo abbozzato alcune riforme senza cercare un reale cambiamento", ha insistito. L'affluenza alle urne è stata del 45%. "Si tratta di un tasso credibile perché lontano dal 90% degli anni '70 e '80" che veniva mobilitato dalla monarchia, ha spiegato Aissaoui. Al Partito islamico Giustizia e Sviluppo, il più votato nel paese, andranno oltre 100 seggi. "Il Pjd ha denunciato la corruzione e il governo. Gli elettori ritengono questa gente del tutto vergine, perché non ha mai gestito il potere è sempre stata all'opposizione", ha commentato. Il Partito islamico, in ogni caso, non potrà governare da solo. Sarà necessario un accordo di coalizione. Secondo l'analista di Rabat, "la coalizione più probabile dovrebbe essere quella con il blocco democratico formato dai socialisti dell'Ufsp, il partito Istiqlal fino ad oggi al potere e i comunisti di Tps". Un accordo di coalizione con i laici di Istqlal, tra l'altro, permetterebbe di allontanare i timori di una deriva estremista del Pjd. "Il leader del partito Abdelillah Benkirane ha parlato molto chiaramente: alle donne, ad esempio, ha spiegato che l'imposizione del velo e della sharia sono fuori da ogni discussione", ha ricordato Assaoui, sottolineando che "in Marocco non c'è mai stato un Islam fondamentalista". Quanto alla primavera araba, l'analista è sicuro: "ha avuto i suoi effetti. Ma la primavera araba in Marocco dura da più di 25 anni. La gente è arrabbiata, solo che non distrugge tutto come in Egitto". In questo contesto il Movimento del 20 febbraio ha portato "una brezza di libertà già conosciuta, ha giocato un ruolo di contropotere nella strada, ma il suo appello al boicottaggio è fallito".

Coa

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