Cassazione; Conto in banca non prova reato evasione fiscale

Cassazione; Conto in banca non prova reato evasione fiscale Ribaltate sentenze tribunale Pavia e Corte d'appello di Milano

Cassazione; Conto in banca non prova reato evasione fiscale
Roma, 10 feb. (Apcom) - Il "tesoretto" messo da parte sul contoin banca può costare al contribuente una sanzione del Fisco manon basta a provare il reato di evasione fiscale. La Cassazioneha ribaltato le sentenze del tribunale di Pavia e della Corted'appello di Milano che nel 2006 avevano condannato Antonio F.,piccolo imprenditore, a otto mesi di reclusione per aver evasooltre 100mila euro di tasse.In sostanza, il giudice penale per accertare il reato non puòbasarsi, a differenza delle commissioni tributarie, "sullapresunzione secondo la quale tutti gli accrediti registrati sulconto corrente possono essere considerati ricavi dell'azienda".Nelle motivazioni della sentenza 5430 i giudici della terzasezione penale di piazza Cavour, andando anche contro leconclusioni del sostituto procuratore generale Mario Fraticelliche aveva chiesto il rigetto del ricorso, hanno precisato inparticolare che un conto è la multa del Fisco irrogata dopo laverifica degli uffici finanziari, altra questione sono i fatti"penalmente rilevanti".Secondo la Corte "la presunzione stabilita dalla legge dellacorrispondenza tra le partite attive con i ricavi dell'attivitàd'impresa, non opera in sede penale". Ad Antonio F., la Guardiadi Finanza aveva contestato la totale mancanza delladichiarazione dei redditi per l'anno 2000, per un totale di circa348mila euro di ricavi e un'evasione d'imposta pari a circa139mila euro. Ma la Cassazione sottolinea a questo proposito che"il giudice di merito deve sempre motivare le ragioni per lequali i dati della verifica fiscale sono stati ritenutiattendibili". In pratica il giudice penale non può "fidarsi"automaticamente delle conclusioni del Fisco ma "deve procedereall'accertamento e alla determinazione dell'ammontaredell'imposta evasa attraverso una propria verifica che può ancheentrare in contraddizione con quelle effettuata dal giudicetributario". In conclusione la Cassazione, annullando la condannae rinviando il processo nuovamente alla Corte d'appello milanese,ricorda ai magistrati di merito alla prese con contribuentievasori che "il giudice penale non può applicare le presunzionilegali valide in sede tributaria".Roo

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