Giovedì 19 Febbraio 2009

Germania;Via libera esproprio azionisti banche in difficoltà

Berlino, 19 feb. (Apcom) - Le turbolenze finanziarie e la crisi dell'istituto di credito Hypo Real Estate costringono la Germania a una profonda svolta nella sua politica economica. Il consiglio dei ministri tedesco ha dato il via libera a una legge che autorizza la nazionalizzazione delle banche in difficoltà e consente per la prima volta, in caso di necessità, l'esproprio degli attuali azionisti. Un progetto difeso dal cancelliere Angela Merkel ma fortemente criticato dall'opposizione e dalla Confindustria tedesca. La pratica dell'esproprio potrà essere avviata soltanto entro il 30 giugno di quest'anno e va intesa come ultima ratio: prima, cioè, l'esecutivo dovrà dimostrare l'assenza di alternative meno radicali. Anche con queste limitazioni, però, si tratta di una misura drastica, voluta per reagire a una crisi altrettanto drastica. La legge è stata infatti scritta tenendo a mente un nome specifico: Hypo Real Estate, la banche tedesca che più delle altre è stata investita dalla crisi. Hre è finita paralizzata dalle difficoltà della controllata irlandese Depfa e ha già inghiottito 102 miliardi tra garanzie pubbliche e iniezioni di liquidità. Una cifra record, che, insieme alla legge approvata stamattina, rivela come Berlino voglia impedire a tutti i costi il fallimento di un istituto che considera sistemico (perché profondamente intrecciato con altre banche). Hypo Real Estate occupa infatti una posizione centrale nel settore del credito ipotecario. Se dovesse saltare si rischia un effetto domino dalle conseguenze difficilmente prevedibili e un ulteriore peggioramento della crisi finanziaria. Ecco perché il governo si è deciso a entrare nell'istituto, come ha già fatto per Commerzbank (di cui ora Berlino detiene il 25%). A differenza di Commerz, però, nel caso di Hre l'esecutivo punta a una partecipazione di maggioranza. Per ottenerla, ha bisogno del via libera dell'investitore statunitense J.C. Flowers, il quale controlla circa il 25% di Hre ma si è mostrato restio a cedere la sua quota, anche perché il risarcimento promesso da Berlino è piuttosto basso (viene calcolato sulla base dell'andamento medio del titolo nelle ultime due settimane). Ora il governo tedesco punta a forzare le trattative con Flowers, minacciando l'esproprio. Un'ipotesi, questa, che non raccoglie simpatie soprattutto nell'ala più liberale del governo, quella raccolta intorno alla Cdu del cancelliere Merkel. Ludwig Erhard, il padre del miracolo economico tedesco e un costante punto di riferimento per la Cdu, "si rivolterebbe nella tomba", si era lamentato pochi giorni fa il nuovo ministro dell'Economia, Karl-Theodor zu Guttenberg. Anche tra le file della Csu, la gemella bavarese della Cdu, si avvertono pesanti malumori. Per non parlare poi delle associazioni imprenditoriali, che hanno reagito con irritazione alla nuova norma sull'esproprio: così "si rompe un tabù" e si penalizza la Germania come meta di investimenti internazionali, hanno criticato sia il presidente della Confindustria tedesca, Dieter Hundt, che il direttore della Camera del Commercio e dell'Industria, Martin Wansleben. Critiche che la cancelliera ha respinto al mittente. Si tratta di una misura "senza alternative", si è difesa Frau Merkel. E il suo ministro delle Finanze, Peer Steinbrueck, ha ricordato che il governo non punta ad ampliare la sua influenza in campo economico. Aal

MAZ

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