Giovedì 19 Febbraio 2009

Pd; Veltroni, primo giorno da ex: In questi mesi sentivo il peso

Roma, 19 feb. (Apcom) - Non schiva i giornalisti, oggi, Walter Veltroni, come faceva, sia pure sorridendo, fino a qualche giorno fa. Arriva alla Camera per votare la fiducia sul decreto milleproroghe, entra in Aula per dare il suo 'no', e poi torna subito in Transatlantico, il grande corridoio adiacente l'Aula di Montecitorio dove i cronisti aspettano di incrociare i politici. Sorride, è un po' spettinato, ha voglia di chiacchierare, ma non di politica: "Non ne parlerò per molto tempo", avverte. Molti deputati vanno a salutarlo, anche qualcuno del centrodestra, come Guido Crosetto. "Sto bene, sono uno di buon umore per carattere. Stamattina mi sono svegliato un po' più tardi, dopo anni in cui la sveglia era rigorosamente alle 7.30, un quarto d'ora per fare la doccia e vestirsi e poi al lavoro. Ma anche stamattina ho lavorato, ho dovuto aiutare mia figlia con la tesina...". Insomma, come se nulla fosse, lo interrompe un cronista: "Beh, no", ribatte Veltroni. "Il peso si sente, come è normale per chi ha responsabilità politiche. Soprattutto in questo ultimo mese, il peso si sentiva moltissimo. Ma adesso ho la coscienza a posto, sento di avere fatto la scelta giusta. Per me e per la 'casa comune' (il Pd, ndr)". Inutile provare a tornare sull'attualità politica e quando qualcuno chiede se ci sia stata una telefonata con Massimo D'Alema la risposta è secca: "Ragazzi, siate gentili...". Ogni tanto arriva un deputato, ad un certo punto Dario Franceschini, il segretario che dovrebbe essere eletto sabato dall'assemblea costituente del Pd, si fa largo tra i cronisti per abbracciare Veltroni: "A che ora ti sei alzato stamattina?", gli chiede sorridendo. I due si allontanano per un po', qualche minuto di conversazione privata. Ma la 'privacy' dura poco, il capannello dei cronisti si ricompone e il segretario dimissionario invita tutti alla 'buvette' a bere, tornando agli argomenti 'leggeri': "Non sono uno che si spaventa se ha più tempo libero, tempo per stare con me stesso, anzi. Per fortuna ho molti interessi... Certo, devo riprendere le misure della mia vita, dei 'pieni' e dei 'vuoti'. Ma potrò decidere se mettermi a leggere un libro o se scrivere un po'". Forse c'è un nuovo libro nella mente dell'ex segretario del Pd: "Ho un paio di idee...". Qualcuno prova provocatoriamente a chiedere se darà vita ad una fondazione, rimediando una mezza occhiataccia. Inutile insistere, di Pd Veltroni non parla. Racconta di aver ricevuto tante telefonate e mail di solidarietà, "anche telefonate che non ti aspetti e che ti fanno davvero piacere", come quelle delle figlie di Enzo Biagi e dei genitori di Ilaria Alpi. Passa Giulio Tremonti, che si ferma per stringere la mano a Veltroni. Poi l'ex segretario democratico saluta tutti. E stasera, chiede un giornalista particolarmente curioso? "Stasera - risponde Veltroni - la Virtus (la squadra di basket di Roma, ndr)".

Adm

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