Martedì 17 Marzo 2009

Aerei; Bagagli smarriti: allarme per la Ue,ma un affare per molti

Bruxelles, 17 mar. (Apcom) - L'Unione europea, per bocca del commissario ai Trasporti Antonio Tajani lo ha definito un fenomeno "allarmante", e certamente lo è, ma come per molte cose delle vita la questione ha due facce, e che anche chi, onestamente, ci guadagna. Si tratta dei bagagli smarriti, una tragedia per i proprietari originali, una fonte di ricchezza per chi se ne appropria, legalmente, dopo. Sì perchè in Europa il fenomeno è davvero grande, ed è in crescita. Secondo l'associazione britannica dei consumatori Air Transport Users Council (Auc) lo scorso anno sono state perse negli aeroporti 42 milioni di valigie contro i 36 del 2006. Vuol dire che ogni 1.000 bagagli 16,6 spariscono. Tanti, troppi, tanto che tajani ha oggi deciso di lanciare una indagine della Ue per chiarire la questione. Mutande, magliette, spazzolini da denti ma anche macchine fotografiche, documenti, insomma qualsiasi cosa si possa immaginare può essere dentro ad una valigia e si tratta di una vera ricchezza. Una ricchezza che, come tutte le ricchezze, ha un mercato, quello delle aste. In Italia i bagagli smarriti vengono custoditi in aeroporto per un mese. Se non si presenta nessuno per reclamarli le autorità di pubblica sicurezza li aprono, e vedono se è possibile risalire al proprietario. Quando ci si riesce la valigia torna al suo padrone, in caso contrario finisce tutto sotto la responsabilità dell'Enac che, dopo un paio di anni di deposito, apre un'asta pubblica e vende al miglior offerente la valigia rimasta senza padrone. Qualcosa del genere succede anche in Gran Bretagna, ma con tempi molto più ristretti. Se dopo tre mesi il proprietario non salta fuori si mette tutto all'asta e il guadagno finisce ad organizzazioni di beneficenza. Le valige non vengono aperte dalla polizia, quindi è al buon cuore del compratore rintracciare il proprietario originale, quando capita la possibilità. Il prezzo di una valigia a Heathrow, scrive oggi un servizio del sito della Bbc è di circa 20 euro, e alle aste partecipano dei veri e propri professionisti del settore, che comprano a scatola chiusa, infatti, spiega uno di loro "compro più che posso perchè più compro più ho la possibilità di trovare qualcosa di valore". Questa merce poi continua il suo viaggio e normalmente viene rivenduta. Qualcuno ha organizzato un suo mercatino personale, qualcuno si affida a e-bay per i pezzi migliori e il guadagno può arrivare fino a sei volte la spesa dell'asta. La ricerca di Auc fornisce anche una classifica delle compagnie più pasticcione con i bagagli. Alitalia, nel 2007, ha conquistato un 'onorevole' terzo posto tra i peggiori, alla parti con Klm con una media di 19,7 bagagli persi ogni 1.000 viaggiatori. Ben lontane le due compagnie dalle davvero disastrose prestazioni di Tap (Portogallo) e British Airways: la prima jìha una media di 27,8/1000 e la seconda di 26,5/1000. Tutte e quattro queste compagnie sono tra l'altro in peggioramento rispetto all'anno precedente di almeno 3 punti. Seguono altre prestigiose società, come Air France, Lufthansa (che però è in calo), Sas e Iberia. Air One nel 2007 si comportò benino, con una perdita di bagagli ferma al 9,9/1000.

Lor

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