Martedì 19 Maggio 2009

Rai; Stralciate le nomine urgenti: in Cda solo Rai1, Tg1 e vicedg

Roma, 19 mag. (Apcom) - Chi va piano va sano e lontano, recitava un adagio popolare. Deve esser tornato in mente, oggi, ai vertici di Viale Mazzini. Alla fine sul tavolo del Cda, che si riunirà domani alle 14, arriveranno infatti solo le proposte di nomina per rete e tg ammiraglio. Più quelle per i quattro vice dg. Insomma, la rivoluzione Rai targata Pdl, invocata da una parte e denunciata dall'altra, si ferma per ora a ciò che presidente e dg della Rai hanno definito in Vigilanza le "urgenze" aziendali: Raiuno, che è di fatto senza direttore dalla fine dello scorso luglio, e il Tg1, affidato ad interim ad Andrea Giubilo dopo il trasloco di Gianni Riotta al Sole 24 Ore. Una prudenza che ai vertici di Viale Mazzini serve anche a prevenire qualche affondo e la richiesta, come ripete oggi il segretario del Pd Dario Franceschini, di rinviare le nomine al dopo-elezioni. Alla guida della prima rete dovrebbe approdare Mauro Mazza, attuale direttore del Tg2, mentre Augusto Minzolini è il candidato per la poltrona più alta del Tg1. I consiglieri hanno già ricevuto il materiale informativo che deve precedere di almeno 24 ore ogni nomina: domani, dunque, il Cda che si riunirà alle 14 dovrebbe dare il via libera alle due promozioni. Anche se, nel caso dell'inviato del quotidiano torinese, la nomina diventerà effettiva dopo le elezioni europee: ci sono infatti alcuni adempimenti burocratici che porteranno via circa due settimane. Al Cda l'onere di promuovere anche la squadra di vice dg, ben 4: una conferma, quella di Giancarlo Leone, e tre new entry, Lorenza Lei, Gianfranco Comanducci e Antonio Marano. Quest'ultimo, direttore di Raidue e una mai nascosta fede leghista, dovrebbe ottenere una delega 'pesante' al prodotto e al palinsesto (che faceva parte del 'portafoglio' di Leone). Altra delega 'pesante' quella di Lorenza Lei che continuerà ad occuparsi di Risorse televisive e di produzione tv (non è escluso un incarico anche sul personale). Giancarlo Leone passerà ad occuparsi di digitale, mentre a Comanducci reterebbe l'incarico su servizi e acquisti. Nelle ultime ore di trattative e limature al settimo piano, si era materializzata l'ipotesi di un intervento più pesante nell'organigramma aziendale. Si dava per fatto l'accordo sulla seconda rete (con Mario Orfeo alla testata e Susanna Petruni a Raidue), vicino quello sulla terza (doppia conferma o Di Bella alla rete al posto di Ruffini e Berlinguer al Tg) così come si è cercata un'intesa su altre caselle: a cominciare dalla testate regionali (Masi ha sondato un possibile accordo su Piero Vigorelli), la radio e la Fiction. Tuttavia, la situazione ha suggerito maggiore cautela, e anche dal presidente Garimberti è arrivato l'invito ad occuparsi solo delle emergenze. Innegabile, come fanno notare il responsabile comunicazione Pd Gentiloni e il consigliere Nino Rizzo Nervo, che promette battaglia e minaccia una "frattura insanabile" in seno al Cda, che la copertura dell'"emergenza" Raiuno e la promozione di Marano lascino scoperte altre due caselle, aprendo la strada a due nuovi interim e, di conseguenza, a due nuove urgenze che però, sottolineano al settimo piano, "potranno essere affrontate subito dopo le elezioni". Il Cda si annuncia perlomeno 'movimentato'. Così come non promette di sedarsi la polemica politica: denuncia "l'assalto alla diligenza" l'opposizione, avvertendo del rischi di minare la "credibilità aziendale"; fa quadrato intorno alle scelte di Masi la maggioranza. Duro il commento del presidente della Vigilanza, Sergio Zavoli, che si dice "preoccupato" per la possibilità di una spaccatura interna al Cda e osserva come le prime proposte di nomina non tengano conto "della ricchezza culturale dell'Azienda". E se i consiglieri di opposizione annunciano battaglia ("estremamente negativo" il giudizio di Giorgio Van Straten e di Rizzo Nervo, come quello dell'Udc), si allinea Giovanna Bianchi Clerici, consigliere di amministrazione in quota Lega. In questi ultimi giorni, il Carroccio non ha nascosto una certa insofferenza per l'allargamento della squadra di vice dg: secondo i patti interni alla maggioranza, quella poltrona toccava in esclusiva a Marano. Tuttavia, lo scontro pare rientrato e l'intesa siglata. Anche perchè "le deleghe di Marano e Lei sono vere, le altre sono solo medagliette", si fa notare nei corridoi di Viale Mazzini. Comunque, domani il dg Masi potrà contare sul sì della Bianchi Clerici: "Voterò le proposte di nomina del dg", assicura.

Grb

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