Venerdì 05 Giugno 2009

Caffarella; Pm chiede giudizio immediato per i due romeni

Roma, 5 giu. (Apcom) - Violenza sessuale aggravata, sequestro di persona, rapina e lesioni. Per queste accuse la Procura di Roma ha sollecitato il giudizio immediato dei romeni Ionut Alexandru e di Oltean Gavrila, in merito allo stupro avvenuto il giorno di San Valentino, al parco della Caffarella. Nell'atto del pm, Vincenzo Barba, e del procuratore capo, Giovanni Ferrara, si sollecita anche l'archiviazione delle accuse per gli altri due immigrati, il 'biondino' Alexandru Izstoika Loyos e il pasticcere 'faccia da pugile' Karol Racz, che dopo l'arresto furono scagionati dall'esame del dna e rimessi in libertà dal tribunale del riesame. Nei confronti di Isztoika, che ha 21 anni, ed è da tempo ritornato in patria, resta attiva l'indagine che lo vede indagato per calunnia, rispetto alla sua confessione con la quale fu chiamato in causa Racz, che in questo procedimento è riconosciuto come parte lesa. Alla base dell'iniziativa della Procura ci sono le dichiarazioni dei due ragazzi che furono aggrediti alla Caffarella e che hanno ribadito, in incidente probatorio, davanti al gip, i termini della identificazione di Gavrila e Ionut. Inoltre, dopo l'accertamento del dna, già nell'interrogatorio di garanzia, dopo l'ordine di custodia del 20 marzo, i due romeni ammisero tutto. "Sì, sono stato io. E' cominciata con una rapina e poi è finita con lo stupro". Questa frase è stata sostanzialmente ripetuta al gip, Guglielmo Muntoni. Nei confronti di Gavrilia, che ha 27 anni, intanto, la Procura potrebbe chiedere presto il giudizio anche per un'altra violenza sessuale, avvenuta a luglio del 2008 nel parco del Pigneto e per la quale nelle scorse settimane il riesame ha rigettato l'istanza di scarcerazione presentata dal difensore. Questa parte delle accuse a Gavrila erano destinate ad essere archiviate per essere rimasti ignoti gli autori del reato, ma a tirare in ballo il romeno, in questa vicenda, è stato proprio il connazionale Ionut. Chi assiste i due adesso potrebbe far ricorso al rito abbreviato. Il passaggio, oltre a garantire uno sconto fino a terzo della pena, riporterà il caso davanti al giudice dell'udienza preliminare e non approderà, quindi, in tribunale, davanti a una corte in cui sono presenti anche dei giudici popolari.

Nav

© riproduzione riservata