Bce, anche con inflazione a -0,1% oggi attesi tassi fermi a 1%

Bce, anche con inflazione a -0,1% oggi attesi tassi fermi a 1% Segnali attenuazione crisi da manifatturiero, anche in Usa e Cina

Bce, anche con inflazione a -0,1% oggi attesi tassi fermi a 1%
Roma, 2 lug. (Apcom) - Per l'area dell'euro è attesa una conferma sul livello attuale del costo del danaro, all'1 per cento dalla riunione di oggi del Consiglio direttivo della Banca centrale europea. Ma con l'inflazione che per la prima volta dalla nascita dell'euro cade in territorio negativo, la posizione dei banchieri centrali appare più scomoda. Se si tratta di un fenomeno previsto da mesi dalla stessa Bce, e solo per una fase temporanea, ma potrebbe rilanciare le richieste di chi, come l'Ocse, vorrebbe che l'istituzione monetaria si spingesse oltre a sostegno dell'economia sul fronte dei tassi, come hanno fatto la Federal Reserve americana e la Banca d'Inghilterra.Tuttavia, nelle passate settimane la Bce ha indirettamente manifestato l'orientamento a non effettuare variazioni a breve sui tassi, qualificandoli come "appropriati". Inoltre nei giorni scorsi ha operato un nuovo e massiccio intervento sul fronte delle liquidità, concedendo per la prima volta alle banche commerciali prestiti di rifinanziamento a scadenza prolungata, un intero anno invece dei sei mesi che solitamente vengono praticati nelle operazioni a lunga scadenza.Prima di valutare eventuali nuove mosse i banchieri centrali potrebbero voler valutare quale sarà l'esito di queste massicce iniezioni di liquidità. Ma anche da questo fronte gli ultimi sviluppi non sono incoraggianti. A maggio l'offerta complessiva di moneta nell'area euro ha segnato un brusco rallentamento, con il tasso di crescita dell'aggregato M3 - pubblicato martedì dalla Bce - al 3,7 per cento su base annua contro il 4,9 per cento del mese precedente. E i prestiti al settore privato, che prima che la crisi si aggravasse fa navigavano su tassi di crescita a due cifre, sono piombati al più 1,8 per cento, dal 2,4 per cento del mese precedente.Nel frattempo a giugno l'inflazione è finita al meno 0,1 per cento nel paragone su base annua, è la prima volta che mostra una flessione dal lancio dell'euro. Una evoluzione prevista anche a riflesso di alcuni fattori statistici particolarmente accentuati, come la pesante variazione sui prezzi del petrolio che nell'analogo periodo del 2008 andavano al galoppo. A inizio luglio dello scorso anno il barile aveva superato i 147 dollari a New York, mentre ora fluttua attorno ai 70 dollari. Nelle passate settimane vari esponenti della Bce hanno escluso i rischi di una fase di deflazione vera e propria, ovvero un calo dei prezzi protratto nel tempo.Se apparentemente può risultare positiva per il potere di acquisto delle famiglie, in realtà la deflazione è un fenomeno insidioso perché mina il fatturato e le capacità di investire delle imprese, compromettendo la loro capacità di creare occupazione. Inoltre tende a favorire il procastinare degli acquisti, nell'attesa di altri cali dei prezzi, e in questo modo può indebolire i consumi creando un circolo vizioso.Ma sempre ieri sono anche emersi sviluppi che vanno nella direzione opposta, quella di un miglioramento del quadro. A giugno per le industrie manifatturiere dell'area euro la dinamica recessiva si è nuovamente attenuata, secondo l'indice dei responsabili per gli acquisti (Pmi). Sviluppi simili sono stati registrati anche in Usa, con l'indice Ism, in Gran Bretagna e in Cina.Nel suo recente rapporto aggiornato sull'economia, l'Ocse, che prevede che la crisi globale sia prossima a toccare il fondo, ha esplicitamente invitato la Bce a sfruttare i margini di riduzione di cui dispone ancora sui tassi di interesse, anche in considerazione dell'andamento del caro vita. In Gran Bretagna i tassi sono stati ridotti allo 0,5 per cento, negli Usa la Fed li ha quasi azzerati.L'area dell'euro rischia di imboccare la ripresa più lentamente rispetto a Asia e Stati Uniti, e la stessa Bce teme effetti avversi ritardanti sulla ripartenza sia dal mercato del lavoro, su cui la crisi continuerà a farsi sentire anche il prossimo anno, sia dai rafforzamenti dei bilanci delle banche, che non sono stati completati.Per questo la riunione di oggi, che si terrà in Lussemburgo, sarà occasione per il Consiglio direttivo di fare un punto aggiornato sulla situazione. Si tratta di una delle due riunioni di inizio mese che ogni anno, a rotazione, vengono tenute dalla Bce nei paesi dell'area euro, invece che presso la sede istituzionale di Francoforte. La decisione sui tassi è attesa alle 13 e 45, mentre alle 14 e 30 il presidente Jean-Claude Trichet, incontrerà i giornalisti per la consueta conferenza stampa esplicativa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA