Sabato 25 Luglio 2009

Dl manovra/Percorso stretto per modifiche. Tra nodi Sud e Abruzzo

Roma, 25 lug. (Apcom) - Se il governo deciderà di modificare in Senato il dl manovra, sul tavolo torneranno diversi temi a partire dalla norma in materia di energia su cui è in corso un braccio di ferro tra il ministro della semplificazione, Roberto Calderoli, e il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Tra i nodi il Sud e l'Abruzzo. E non potrà non pesare il parere espresso dalla Bce sulla tassa sull'oro prevista nel decreto. Sull'eventuale modifica dell'articolo 4 sulle competenze in tema di energia, "non mi sembra che ci siano i tempi tecnici - ha detto Calderoli in un'intervista sul 'Corriere della Sera' - e, credo, nemmeno la volontà politica". Se il ministro per la Semplificazione normativa non si sbaglia, il dl manovra sarà approvato in via definitiva senza modifiche a Palazzo Madama. Tuttavia, la Prestigiacomo ha assicurata di aver avuto la parola del premier Berlusconi che a Palazzo Madama si sarebbe corretto l'articolo 4. E se correzione ci sarà, questa aprirebbe un nuovo spiraglio per ulteriori novità. E forse potrebbero rispuntare le norme su energia e studi di settore dichiarate inammissibili alla Camera. La questione del Mezzogiorno è al centro del dibattito politico interno alla maggioranza. L'Mpa ieri, al momento del voto sulla fiducia al dl manovra, è uscito dall'Aula di Montecitorio per protestare contro la politica del governo per il Sud e sempre ieri il premier ha promesso "un piano Berlusconi" per lo sviluppo del Mezzogiorno. A Palazzo Madama, dove la prossima settimana approderà il dl manovra, non mancheranno senatori della maggioranza pronti a chiedere emendamenti a sostegno del Mezzogiorno. Nel maxiemendamento che ha ottenuto la fiducia si prevede poi un'aliquota del 6% sulle plusvalenze su oro e metalli preziosi realizzate da società ed enti e con un tetto di 300 milioni sulle riserve. Ora, seppur si precisa che sulla norma basta un parere 'non ostativo' della Bce (mentre nella versione originale il parere della banca centrale europea doveva essere necessariamente "favorevole"), proprio ieri da Francoforte è risuonata la bocciatura della disposizione poiché "il progetto pregiudica l'indipendenza finanziaria della Banca d'Italia, consentendo una diminuzione di risorse che non ha alcun rapporto con l'importo dei profitti realizzato dalla Banca d'Italia". C'è inoltre la questione delle tasse che i terremotati abruzzesi, secondo il testo del dl manovra su cui ieri il governo ha incassato al fiducia, dovranno riprendere a pagare a rate dal gennaio prossimo. Una misura contestata dalle opposizioni e dal territorio e che aveva portato il sindaco de L'Aquila, Massimo Cialente, a minacciare di restituire al presidente della repubblica, Roberto Napolitano, la fascia tricolore.

Cos

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