Mercoledì 19 Agosto 2009

A Baghdad 95 morti nell'anniversario dell'attacco all'Onu

Roma, 19 ago. (Apcom) - E' salito a 95 morti e 563 feriti il bilancio delle vittime degli attentati di oggi a Baghdad. Lo riferisce il ministero dell'Interno iracheno. Una serie di sei esplosioni a catena nei pressi della "zona verde" ha riportato il terrore nella capitale irachena, in occasione del sesto anniversario degli attentati agli uffici dell'Onu di Baghdad che uccisero 22 persone, tra cui il rappresentante speciale delle Nazioni Unite Sergio Vieria de Mello. Questa mattina i due attentati principali hanno preso di mira il ministero degli Esteri e quello delle Finanze. Secondo quanto hanno riferito fonti di polizia alla tv satellitare Al Jazeera, due camion imbottiti di esplosivo erano stati parcheggiati vicino alle sedi dei dicasteri. La deflagrazione vicino al ministero degli Esteri ha lasciato un enorme cratere in strada e ha danneggiato l'edificio. Lo scoppio ha coinvolto numerose automobili di passaggio e ha fatto esplodere alcune delle finestre del palazzo del Parlamento. Le immagini televisive mostrano il quartiere residenziale attorno alla zona verde devastato dall'esplosione: macchine sventrate, gente insanguinata, palazzi colpiti, il cielo invaso da una nube nera. Due colpi di mortaio sono caduti all'interno della protettissima "Zona verde", sede dei palazzi del governo e delle ambasciate; un terzo colpo è atterrato all'esterno. Si tratta del peggior momento a Baghdad dopo il ritiro delle truppe statunitensi nelle loro basi, almeno nelle zone cittadine, e il passaggio della gestione della sicurezza nelle mani degli iracheni. Il precedente giorno più sanguinoso nella capitale era stato il 24 giugno, quando una bomba su una motocicletta aveva ucciso 62 persone a Sadr City, quartiere a prevalenza sciita. Il numero di morti violente era diminuito di un terzo il mese scorso: 275 decessi contro i 437 di giugno. Ma nonostante il generale calo della violenza degli ultimi mesi, gli attentati contro le forze di sicurezza e i civili restano comuni a Baghdad e nella grandi città del nord di Mosul e Kirkuk. "Queste zone in teoria sono molto protette" osserva, parlando della zona verde, il giornalista Ahmed Rushdi interpellato da Al jazeera. "Non solo per i posti di blocco, ci sono sempre i servizi attorno. Ma come si fa a dire alla gente che Baghdad è sicura se ci sono esplosioni proprio nella zona che dovrebbe essere la più sicura di tutte?" Sa'ad Muttalibi, consigliere del ministero per il Dialogo e la Riconciliazione, osserva che "questa è la continuazione dei piani malvagi di chi non vuole vedere un Iraq stabile e libero, di chi ha l'intenzione di mantenere le forze americane in Iraq anche dopo l'accordo che è stato firmato perché i soldati Usa lascino il paese".

Aqu

© riproduzione riservata