Giovedì 01 Ottobre 2009

P.A./ Arrivano asili nido in uffici pubblici, subito 1000 bambini

Roma, 1 ott. (Apcom) - Arrivano gli asili nido negli uffici pubblici. Parte in via sperimentale il piano "Nido P.A." nell'ambito dello sviluppo dei servizi all'infanzia. Un'iniziativa che con una dotazione iniziale di 25 milioni di euro permetterà alle mamme ma anche ai papà di circa 1000 bambini di tirare un sospiro di sollievo già nel 2009: avranno i loro piccoli a due passi dall'ufficio senza lo stress di accompagnarli a scuola, magari lontano da casa e dal lavoro. Il piano, presentato oggi a Palazzo Chigi dal ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, dal ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna e da Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza del consiglio, responsabile per le Politiche della famiglia, sarà articolato nei prossimi mesi con misure legate anche all'innalzamento dell'età pensionistica delle donne: in sostanza le risorse riparmiate andranno al finanziamento di nuove strutture che nel 2010 e nel 2011 garantiranno almeno 3.000 nuovi posti. Le strutture pubbliche dovranno quindi fare da volano, secondo il governo, per attivare un circuito virtuoso che favorisca la diffusione di asili su tutto il territorio. Obiettivo dell'esecutivo è portare l'attuale copertura media nazionale di asili - tra strutture publiche e convenzionate e altre forme flessibile - dall'11% circa al 14%, come ha spiegato il sottosegretario Giovanardi. Per la fase di start up dei nidi nella p.a. 18 milioni di euro saranno messi a diposizione dal Dipartimento delle politiche della famiglia, mentre altri 7 milioni dal ministero guidato da Mara Carfagna. Nel 2010 e nel 2011 saranno usati altri 40-50 milioni di euro che arriveranno dai risparmi sull'innalzamento dell'età pensionabile. "L'ipotesi decennale - ha detto Brunetta - è di 50-60 milioni di euro l'anno più le risorse da confinanziamento per 80-100mila posti". "Obiettivo del governo - ha sottolineato la Carfagna - è il sostegno all'occupazione femminile e ai servizi all'infanzia e in questo siamo lontani dagli obiettivi di Lisbona. Quale aiuto migliore per le donne se non servizi che permettono di conciliare lavoro e tempo libero?".

Rbr

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