Giovedì 01 Ottobre 2009

Lazio/ Picchiò la figlia a piazza Venezia, vigilessa: una furia

Roma, 1 ott. (Apcom) - "Una furia. Non appena gli ho chiesto i documenti lui è andato su tutte le furie. Gli chiesi in inglese se voleva darmi la bimba che avea in braccio, ma lui per risposta ha spinto la testa della piccola sul plateatico, davanti all'Altare della Patria". Ha detto così il tenente dei vigili urbani, Anna Esposito, davanti ai giudici della I sezione penale del tribunale di Roma, nell'ambito del processo in cui è imputato, per tentato omicidio, Julien Gerard Monnet, ex tecnico informatico francese che il 19 luglio 2008 ha ridotto in fin di vita la figlia di 4 anni, a piazza Venezia. "Lui, dopo che insieme con un collega, siamo riusciti a bloccarlo, ha dato dei colpi al marmo, provocandosi delle ferite. Il sangue sul sagrato ripreso anche dai giornali è il suo, non quello della figlia", ha continuato la vigilessa del gruppo pronto intervento traffico. La piccola Luna, intanto, dopo un periodo di ricovero nell'ospedale Bambino Gesù, è tornata in Francia, a vivere con la madre. Gli avvocati Fabrizio Lemme e Massimiliano Oggiano, assistono entrambe e le rappresentano come parte civile nel processo a Julien Monnet. La piccola, nel luglio dello scorso anno, a Roma, era arrivata in compagnia del papà, al quale era stata affidata dalla madre, che a sua volta era andata in vacanza in Turchia. "Un diplomatico canadese - ha detto ancora la signora Esposito - richiamò la mia attenzione su quanto stava avvenendo in via del corso. Mi disse 'c'è un uomo con in braccio una bambina, ha dato di stomaco, la tiene in un modo strano. Lei piangeva ed era spaventata. Chiesi il motivo del pianto ma non ebbi risposta. Anzi, alla mia richiesta, lui reagì mettendo una mano sulla nuca della bimba e con violenza l'accompagnò a terra, facendola sbattere sul marmo del Vittoriano. Poi, la trascinò per i capelli per un breve tratto, facendole picchiare il capo almeno tre volte". La Esposito ha poi sottolineato: "Nell'intervento mi sono limitata a bloccare per le spalle il signor Monnet. Non ho mai assolutamente toccato nè preso la bimba". Secondo la difesa Luna sarebbe caduta in modo accidentale mentre il padre la stava trattenendo a sè. I giudici si sono riservati sulla richiesta della difesa di revocare per Monnet l'obbligo di presentarsi per due volte alla settimana presso il centro di igiene mentale di Roma ed alla possobilità di proseguire la terapia in Francia. Il pm Francesca Passaniti si è opposta alla richiesta. Il medico legale Dino Tancredi, come consulente della Procura, ha spiegato: "La piccola è andata in coma per aver riportato un trauma cranico grave. Aveva una frattura alla tempia destra e una tumefazione nella regione orbitale destra. Fino al 24 luglio la prognosi dei sanitari è stata riservata, poi il 25 la bimba ha lasciato il reparto di terapia intensiva e il 2 agosto l'ospedale. Senza ricovero, la piccola avrebbe potuto morire perché le lesioni riportate potevano essere idonee a determinare il decesso".

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